Claudio Trotta, operatore culturale, manager della musica dal vivo con Barley Arts, festeggia i trent’anni di musica con nuovi artisti e ritorni. Festa per Barley «in onore delle solenni bevute di birra e whisky dei musicisti country e folk di quegli anni». Il tour di Bruce Springsteen (19-21-23 luglio), George Benson il 20 Luglio, MIKA il 6 giugno, la seconda edizione di Live Across, Indie Nights, la due giorni di emergenti europei...
di Marco Mangiarotti
Milano, 14 maggio 2009 - Auguri, carissimo Claudio Trotta, operatore culturale, manager della musica dal vivo con Barley Arts, festeggia i trent’anni di musica con nuovi artisti e ritorni.
Il tour di Bruce Springsteen (19-21-23 luglio), George Benson il 20 Luglio agli Arcimboldi per il Mjf. MIKA il 6 giugno al Franco Parenti. La seconda edizione di Live Across, Indie Nights, la due giorni di emergenti europei al Teatro Dal Verme. Gli italiani Perturbazione, gli inglesi The Rumble Strips, i francesi Nouvelle Vague venerdì 29. Gli italiani Giardini di Mirò, gli islandesi Hjaltalin, gli inglesi Neil Halstead e Hudson Mohawke sabato 30.
Festa per Barley quindi, anche se quella ufficiale slitta al 19 settembre. Barley come luppolo, «in onore delle solenni bevute di birra e whisky dei musicisti country e folk di quegli anni». Ricorda Trotta: «A maggio del 1979 portammo a Milano John Martin al Teatro di Porta Romana, che non c’è più. Poi Bruce Cockburn, David Bromberg, John Renbourn. Dopo anni di digiuno ebbero un gran successo. Erano i primi tour dopo Banana Republic di Dalla, De Gregori, Ron. E Patti Smith negli stadi. I biglietti costavano duemila lire, i dischi 13-14mila».
Anni '80. I primi sono «alla scuola di Franco Mamone, che mi ha messo in contatto con le grandi agenzie inglesi e americane. Porto poi i gruppi metal in Italia con il Monster of Rock, dal 1987 al 1992. Degli anni ’90 voglio ricordare il festival Sonoria (dal ’94 al ’96) con 140 artisti in tre anni. I fiori all’occhiello di Barley sono gli ultimi tour di Bruce Springsteen, ma anche Frank Zappa, Metallica e Aerosmith, Guns ’n Roses, Ac/Dc, Billy Joel, Phil Collins, Stevie Wonder. Ne ho fatti di tutti i colori».
Italians? Anche. «Elio e le storie tese, dagli inizi. Come Le Vibrazioni, Tiziano Ferro e Negramaro. Renato Zero e adesso Roberto Vecchioni. Marta sui Tubi, gli Area del 2000. Planet Funk e J.Ax. Ringrazio i Queen perché grazie a loro ho imparato un nuovo mestiere: produco in Italia il loro musical “We Will Rock You”, scrito da Ben Elton, con loro e la Tribeca di Robert De Niro». Poi ci sono le Indie Nights di Live Across 2009. «Vi segnalo i Perturbazione, Nouvelle Vague, gli islandesi Hajaltalin, gli inglesi The Rumble Strips e Neil Halstead. Con Caterina Caselli e l’assessore regionale Massimo Zanello abbiamo lavorato benissimo».