Bergamo, 16 settembre 2017 - Una città  intera sogna ad occhi aperti. Bergamo non ha dormito dopo la vittoria per 3-0 contro l’Everton. Hanno festeggiato negli autogrill gli oltre 12mila tifosi di ritorno da Reggio Emilia, intrappolati in un’interminabile colonna di auto e bus in autostrada, dove è rimasto imbottigliato a lungo anche il pullman della squadra, scortato da cori e applausi. Mentre chi è rimasto a casa ha brindato nei tanti bar rimasti aperti apposta per la partita, facendo tardi tra canti e birre.

Ventisei anni dopo nessuno si aspettava un simile ritorno della Dea in Europa. Nemmeno il presidente Percassi, forse il più emozionato di tutti e il più acclamato da tifosi nel dopo gara. «Questa partita entrerà nella storia di questo club. E’ stata una serata storica, fantastica, indimenticabile sotto ogni punto di vista. Meglio di così – ha ripetuto il presidente - non poteva davvero andare, anche per i nostri tifosi».

L’eroe più celebrato sui social è stato il tecnico Gasperini. Osannato, insieme ai suoi giocatori. Su tutti il guerriero Masiello, l’autore della prima rete, cui la curva ha riservato una standing ovation al momento dell’uscita dal campo. E ovviamente Papu Gomez, alla prima rete stagionale, che, con gli occhi lucidi, a fine partita ha ammesso di aver vissuto «la serata più bella della mia carriera».

Una notte da sogno per l’Atalanta e il suo popolo. Per l’impresa sportiva, per la lezione di calcio rifilata agli inglesi, per la superiorità palesata in campo. E per la cornice di pubblico, quella marea umana tinta di nerazzurro, che ha cantato dall’inizio al novantesimo, facendo sentire la Dea a casa, come se si giocasse a Bergamo e non a 200 km di distanza. L’entusiasmo straripante della vigilia trasformato in qualcosa di ancora più grande. Ora l’Atalanta è prima nel girone e i tifosi bergamaschi pensano già alla trasferta a Lione: la curva ha organizzato un nuovo esodo di massa, riempiendo i primi 25 pullman per portare in Francia 1300 ultras, cui si aggiungeranno le centinaia di tifosi che si stanno organizzando, autonomamente o con altri club, con voli charter o altri bus.

Ma prima del Lione c’è il campionato, con tre gare in sette giorni: Chievo, Crotone e Fiorentina. Si comincia domani alle 18 con la trasferta al Bentegodi dove sono attesi dumila tifosi atalantini, con una grande novità: il ritorno in trasferta della curva Nord, dopo il lungo ‘sciopero’ per protesta contro la tessera del tifoso. La colonna di bus con vessilli nerazzurri, quindi, stavolta si sposterà lungo la A4. Per far sentire la Dea a casa anche al Bentegodi.

Intanto Gasperini, per riportare tutti con i piedi per terra, ieri mattina ha subito rimesso la squadra al lavoro, a Zingonia (da registrare la gradita visita del commissario tecnico della Danimarca, Aage Hareide, e del suo assistente, Jon Dahl Tomasson, che hanno incontrato l’allenatore e e Andreas Cornelius, ricevendo in dono la maglia dell’Atalanta dell’attaccante danese), con una seduta differenziata di scarico per chi ha giocato in coppa. Hanno lavorato a parte Spinazzola, che sta recuperando dalla distorsione alla caviglia, Gosens e Ilicic, alla prese con fastidi muscolari, entrambi in dubbio per domani. Anche se il tecnico nerazzurro non sembra preoccupato. «Vedremo chi avrà recuperato di più e chi meno. Ma ormai abbiamo un modo consolidato di stare in campo».