Orio al Serio, 18 agosto 2016 - Era il giorno di San Valentino del 2002 quando una compagnia aerea irlandese, che prometteva di far volare tutti a tariffe stracciate, fece decollare il suo primo volo dall’aeroporto di Orio al Serio. Era il volo per Francoforte Hahan e quel 14 febbraio segnò l’avvio della rivoluzione low cost, che ha cambiato radicalmente il modo di viaggiare. Segnò anche l’inizio di un sodalizio inossidabile: da quel giorno il successo della compagnia viaggia insieme a quello dello scalo; Ryanair è la prima compagnia aerea in Italia con quasi 30 milioni di passeggeri trasportati nel 2015 e nello stesso anno “Il Caravaggio” di Orio al Serio è diventato il terzo scalo nazionale, con più di 10 milioni di passeggeri e un bilancio record. Oggi i low cost rappresentano il 98,7% del mercato di Orio e Ryanair ne rappresenta l’81%. Merito della lungimiranza dell’allora presidente di Sacbo (la società di gestione dell’aeroporto), il rimpianto Ilario Testa e del suo direttore commerciale Francesco Fassini, che raggiunsero l’intesa con il vulcanico Michael O’Leary e segnarono il destino dello scalo, che allora superava a fatica il milione di passeggeri. In questi quattordici anni Orio è diventato la prima base dell’Europa continentale per gli “irlandesi volanti” ed è rimasto al centro dei loro programmi di sviluppo, nonostante i recenti investimenti su Malpensa.

O’Leary, dopo l’annullamento dell’aumento delle tasse municipali, ha annunciato l’arrivo di nuovi areomobili e nuove tratte: saranno tre a partire dall’estate 2017 , con destinazione Edimburgo, Vigo e Lussemburgo. Ma già dal prossimo ottobre decolleranno le due nuove rotte Orio-Nis (in Serbia) e Orio- Ostrava (in Repubblica Ceca), che per fine autunno diventeranno otto con quelle già annunciate per Amburgo, Belfast, Danzica, Norimberga, Praga e Timisoara. Complessivamente le rotte Ryanair in partenza dallo scalo orobico diventeranno quest’anno 60 ed i voli settimanali saranno 510, per una stima di passeggeri trasportati nel 2016 pari a 9 milioni e 300mila persone. Ma i problemi non mancano: si calcola che Orio arriverà a 15 milioni di passeggeri entro il 2030, con una mole di traffico aereo che spaventa per i livelli di inquinamento e rumore. Per non parlare del problema sicurezza. La crescita dello scalo va dunque programmata con attenzione ed anche limitata, affinchè possa essere sostenibile.