Bergamo, 8 agosto 2017 - Un rimprovero di troppo, e il figlio 23enne si scatena. A colpi di martello e a coltellate ammazza il patrigno e riduce in fin di vita la madre. Da tempo c’era tensione nella casa in affitto di via Bonorandi, nel quartiere tranquillo e periferico di Sant’Antonio. Beppe Grillo, bergamasco di 40 anni, aveva sposato una donna moldava e aveva costruito una famiglia con il figlio che lei aveva avuto in precedenza. Ma le cose non andavano bene. «Sei un perditempo», aveva detto una volta. Problemi a scuola, ma non solo. Come un macigno pesava quella nuova unione della mamma, mai accettata. E poi quei continui battibecchi.

Alle 15.30 di ieri, le finestre dell’appartamento al primo piano sono aperte. Fa caldo. Le urla di un’ennesima discussione si spandono nell’aria. Si sente tutto, escono parole forti. Padre, madre e figlio sono in cucina, litigano. E mentre i minuti passano la situazione prende una brutta piega. Imprevista. Il ragazzo, esasperato, in uno scatto di impeto dettato forse da una ribellione interna, afferra un martello e poi un coltello e si scaglia contro la madre che viene ferita in modo serio. Ora la donna si trova ricoverata all’ospedale Papa Giovanni XXIII in prognosi riservata. Dopo il suo arrivo è stata sottoposta a un delicato intervento. Ma la furia del ragazzo non si è ancora spenta. Non contento, rivolge le stesse armi recuperate in casa anche contro il patrigno. Lo colpisce più volte con furia cieca fino ad ammazzarlo. Il corpo del 40enne è stato trovato coperto di sangue. Quando tutto è finito, il 23enne rimane fermo, in casa, ad attendere l’arrivo delle forze dell’ordine. Ad avvisarli sono stati alcuni vicini che hanno ascoltato distintamente la lite. In particolare una signora avrebbe udito la vittima gridare contro il figliastro chiedendogli di fermarsi. Ma era troppo tardi. Quando arrivano i poliziotti, il giovane non reagisce; più viene accompagnato in Questura.

Ora si trova in stato di fermo per omicidio. Il pm Emanuele Marchisio, nelle ore successive lo ha interrogato per capire come sono andate le cose, per farsi un quadro più chiaro della dinamica e dei rapporti familiari. Con la polizia, in via Bonorandi arrivano le ambulanze. Le sirene scuotono un pomeriggio afoso. Gli uomini della Scientifica blindano l’intera area. Non si passa. Intorno alle 18 arriva anche il medico legale per un esame esterno del corpo del 40enne e se ne va dopo più di un’ora. La gente del quartiere arriva sul posto alla spicciolata e chiede, vuole sapere cosa sia successo. Alla fine, arriva anche il carro funebre e portano via il corpo della vittima, composto nella camera mortuaria medesimo ospedale dove la moglie è ricoverata e nel quale con tutta probabilità verrà eseguita l’autopsia.