Trescore Balneario, 10 agosto 2017 - E' caccia in tutta la provincia al capostipite del clan Nicolini sfuggito alla cattura dopo la sparatoria da Far West andata in scena martedì a Trescore Balneario. I carabinieri del comando provinciale lo cercano ovunque sapendo bene degli appoggi su cui può contare. Intanto una parte della famiglia si trova in carcere: sua moglie, accusata di tentato omicidio (avrebbe esploso alcuni colpi di pistola) i figli Kevin e Elvis, poco più che ventenni, per porto abusivo di armi, lesioni e percosse, e con loro una quarta persona che però non apparterrebbe ai Nicolini e tantomeno al clan rivale degli Horvat.

Ma il numero degli arrestati potrebbe aumentare al termine degli accertamenti da parte degli investigatori, coordinati dal pm Antonio Pansa. In queste ore si cerca di ricostruire quello che accaduto – per ora sono risultato importanti soprattutto le immagini della telecamera del municipio – nel pomeriggio in piazza Pertini, nel parcheggio che si trova vicino all’ospedale di Trescore Balenario e l’ufficio postale e che il martedì ospita il mercato settimanale. E qui che intorno alle 14, 30 i due clan rivali (che vivono tra Trescore e San Paolo d’Argon) hanno scatenato l’inferno. Prima lo scontro tra suv, tra cui un Hummer mimetico, come se fosse in assetto da guerra, poi la rissa selvaggia, con spranghe e, infine, gli spari ad altezza d’uomo.

E proprio questo particolare raccapricciante fa pensare che quell’appuntamento per regolare dei conti in sospeso, in realtà era un vero e proprio agguato organizzato. E solo per caso non è scappato il morto. Ci sono stati due feriti, non gravi. Nel 2105 a Montello c’erano andati di mezzo i Nicolini, a maggio a Trescore gli Horvat, e la storia va avanti, una faida che sembra non aver fine. Pare che la lite di martedì sia nata per via di alcune richieste di risarcimenti in seguito ai sequestri effettuati settimana scorsa dai carabinieri e dalla fiamme gialle.

E l'appuntamento in piazza Pertini, campo neutro, serviva per discutere della faccenda. Ma poi sono spuntate le pistole, sono partiti colpi a raffica (a terra son rimasti almeno nove bossoli), insomma scene da Far West. Tra la gente che correva per la paura. Il sindaco di Trescore Balneario, Donatella Colombi, ha commentato: «Posso essere solo sollevata per il fatto che non ci siano andati di mezzo dei passanti. Ma è chiaro che certe convivenze sono difficili». L’evento ovviamente ha avuto grande eco anche sui social net work. Su Facebook, all’interno del gruppo Sei di Trescore se....2.0 qualcuno ha chiesto che il consiglio comunale cominci a pensare ad un piano sicurezza straordinario.