Bergamo, 19 marzo 2017 - Grande festa in Città Alta per la riapertura ufficiale della Rocca, e con essa di uno tra i patrimoni storico-culturali bergamaschi più significativi, il museo storico ottocentesco “Mauro Gelfi” . «È stato un lavoro impegnativo, durato quasi un anno ma all’altezza del nostro patrimonio», ha dichiarato l’assessore al Lavori Pubblici Marco Brembilla. La cerimonia è iniziata a mezzogiorno con i saluti istituzioni e il tradizionale taglio del nastro, con la presenza del sindaco Giorgio Gori, del presidente dall’associazione Amici del museo storico di Bergamo, Carlo Salvioni; della direttrice scientifica della Fondazione Bergamo nella storia, Roberta Frigeni, dei ragazzi delle classi seconde del liceo scientifico “Sarpi” di Bergamo e oltre duecento cittadini. È stata proprio la fondazione cion a capo Frigeni, a volere che la riapertura del museo, coincidesse con una data simbolica, ovvero quella dell’Unità d’Italia. 

«È una parte di storia di Bergamo e dei suoi cittadini molto significativa, - ha sottolineato Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura - poiché ci fa capire quanto la nostra città abbia contribuito alla costruzione del l’identità italiana». L’euforia che ha accompagnato la giornata, non ha coinciso solo con la riapertura del museo. Insieme al museo è stato riaperto anche uno dei punti panoramici più suggestivi della città, ossia quello degli spalti superiori e del Torrione, che per la prima volta, sarà accessibile al pubblico.

La mattinata di festa è continuata con le visite gratuite per tutto il complesso, a cura dello staff di Fondazione Bergamo nella storia onlus. Tanta emozione, dunque, si è vista negli occhi di chi, incuriosito, studiava le modifiche apportate al complesso, di chi ammirava la splendida vista dall’alto degli spalti e di chi, si gustava la merenda tricolore (bianca, rossa e verde). C’erano poi gruppetti di bergamaschi che passeggiava tra i ricordi della loro infanzia, sulle note di “ Eran mille..“, un brano inedito cantato per l’occasione da Ferruccio Filippazzi, e chi tra i più giovani respirava la cultura all’interno del museo. E’ stato uno spettacolo davvero toccante rivedere come una parte delle tante ricchezze bergamasche, abbia ripreso vita in tempi record.

«La rocca - ha detto il sindaco Gori - è un luogo fondamentale per l’identità di Bergamo, sia perché qui arrifvorono i celti nel quarto secolo ma anche perché è costodito un pezzo importante della storia della nostra città, la vicenda dei garibaldini. Rinnovare questo posto signifca idealmente anche rinnovare gli ideali del risorgimento. Questi lavori hanno permesso di riparare alcuni guasti risalenti forse addirittura ai secoli scorsi. È soltanto la prima tappa di un lungo percorso di restauro e di riqualificazione di questa parte della città. Il prossimo passo saranno gli interventi sulla Casa della Marchesa, lavori già inseriti nel piano della opere pubbliche del 2018».