Bergamo, 20 maggio 2016 - Il 27 maggio sarà in aula, quando inizieranno le arringhe dei difensori del figlio, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, da due giorni gravato dall’ombra dell’ergastolo chiesto dall’accusa. Ester Arzuffi, la madre di Massimo Giuseppe Bossetti, sarà nell’aula dell’Assise di Bergamo accompagnata dall’avvocato Benedetto Maria Bonomo, il legale che la segue da quando blindarono Massimo. Finora Ester Arzuffi si è mostrata una sola volta, nell’udienza del 24 febbraio.

Giacca a vento e pantaloni neri, occhiali scuri, i capelli corvini ravvivati da una ciocca viola, si era presentata a Palazzo di giustizia, dove l’attendeva una selva di fotografi e telecamere, accompagnata dall’avvocato e vigilata discretamente da un body-guard. Era chiamata come teste dal pubblico ministero Letizia Ruggeri. La decisione di non rispondere alle domande del pm era maturata solo nelle ultime ore. Ester l’aveva annunciata mentre il figlio pareva volerla divorare con l’intensità dello sguardo. È stata sempre presente, accompagnata da un gruppetto di amici fedeli, la gemella di Bossetti, Laura Letizia. Mercoledì sera, mentre nella piccola aula svolazzava ancora la parola “ergastolo”, era stata l’ultima a uscire, in lacrime.

Nella giornata di oggi, gli interventi degli avvocati delle parti civili, i genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio, la sorella maggiore Keba. Nella mattinata parlerà l’avvocato Enrico Pelillo, nel pomeriggio l’avvocato Andrea Pezzotta. Parola anche al legale di Massimo Maggioni. Bossetti deve rispondere anche di calunnia nei confronti di Maggioni, suo collega di lavoro in un cantiere a Palazzago, per i sospetti che gli aveva indirizzato nell’interrogatorio con il pm dell’8 luglio 2014.

I genitori di Yara non saranno in aula, coerenti con una scelta fatta prima ancora che iniziasse il dibattimento. Mamma Maura lo aveva annunciato alla vigilia: sarebbero andati in tribunale il giorno della testimonianza e mai più. Era stato l’11 settembre. Maura, il dolore dominato da una forza immensa, incredibile. Fulvio, la voce rotta dal pianto. Da allora soltanto silenzio, attesa. E ricordo.