Bergamo, 19 maggio 2017 - Uno dei temi “caldi” che intende affrontare è quello dell’immigrazione. Del resto, si tratta di una vera e propria emergenza. Un fenomeno "di cui si scriverà nei libri di storia". Ne è certa il nuovo prefetto di Bergamo, Elisabetta Margiacchi, che da ieri ha preso possesso del palazzo di via Tasso. Fino alla nomina, ricopriva la carica di Commissario alla provincia autonoma di Bolzano. Subentra alla collega Tiziana Costantino che ha lasciato Bergamo dopo soli otto mesi con destinazione Cagliari. Nelle sue prime ore di permanenza in città, il prefetto ha incontrato il presidente della Provincia, Matteo Rossi, il sindaco, Giorgio Gori, e il vescovo, monsignor Francesco Beschi. Incontri di protocollo che l’aiuteranno a calarsi nella realtà bergamasca.

"Questa è una provincia laboriosa, un territorio vivo, concreto, una terra civile con un tessuto sociale importante: penso alle associazioni di volontariato. Tornando all’immigrazione, è un fenomeno molto complesso – ha detto - che comunque finora qui è stato gestito nel modo migliore anche grazie alla sinergia tra prefettura, curia, amministrazioni comunali, Caritas e altre associazioni. Le ondate non sono prevedibili ma bisogna renderle il meno impattanti possibili sul territorio: per questo lavorerò coi sindaci per trovare le soluzioni migliori, anteponendo il dialogo al pugno duro".

Altro capitolo delicato è quello della criminalità. "La delittuosità a Bergamo è in diminuzione, soprattutto grazie all’impegno delle forze dell’ordine. La gente può avere sensazioni diverse, ma ci impegneremo per farli sentire più al sicuro". E non si poteva non citare l’Atalanta e il tifo. “Credo che la squadra nerazzurra sia una realtà da preservare e da tifare perché unisce la gente".