Bergamo, 29 settembre 2017 - Da tempo maltrattava e picchiava la sua compagna. E non si risparmiava nemmeno con le umiliazioni a cui la sottoponeva: un vero e proprio calvario. Ogni pretesto era buono per prendersela con lei. E quando la vittima, una quarantenne, non assecondava le richieste del bruto, richieste che, come hanno accertato i carabinieri, erano dei pretesti per innescare una discussione ( i motivi erano sempre banali) per la poveretta scattava una sorta di “punizione”: fisica e psicologica. Oltre a essere insultata, veniva aggredita pesantemente (nel migliore dei casi l’uomo le tirava i capelli o le sputava addosso).

L’ultimo grave episodio si è verificato alcuni giorni fa: la donna è stata picchiata al punto da dover essere ricoverata all’ ospedale di Treviglio per lesioni giudicate guaribili in una trentina di giorni. È stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, ormai più che colmo. A mettere fine a questo incubo, che la donna viveva all’interno delle mura domestiche, a Verdellino, nella Bassa, hanno pensato i carabinieri della Compagnia di Treviglio, che mercoledì mattina hanno arrestato, su ordinanza di custodia cautelare in carcere un cinquantottenne con precedenti: l’uomo, già agli arresti domiciliari per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, è stato condotto in carcere, in via Gleno, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nelle prossime ore sarà sentito dal giudice delle indagini preliminari per l’interrogatorio di convalida. Dopo l’ultima aggressione, sono stati attivati i Servizi sociali e del Centro Antiviolenza per dare supporto e sostegno psicologico alla donna maltrattata. Ancora una volta, hanno sottolineato gli investigatori, è importante sottolineare come sia fondamentale denunciare tempestivamente alle forze dell’ordine ogni situazione di abuso e violenza, anche quando tutto ciò si consuma all’interno delle mura domestiche.