Treviglio, 16 marzo 2017 . Mentre a Milano si discute tra il pro e il contro sulla collocazione delle palme in piazza Duomo, nella vicina Treviglio si scopre che le palme furono piantate nella piazza principale della città più di un secolo fa. La singolare curiosità è emersa grazie a due cartoline lontane nel tempo che fanno parte della collezione di vecchie immagini curata dal trevigliese Lino Ronchi.

Ex commerciante che nutre una passione grande per tutto ciò che riguarda la storia patria documentata e che annovera migliaia di foto a testimonianza di remoti episodi, Ronchi ha trovato fra le sue carte, e mostrato, due cartoline della Treviglio primo Novecento: in esse compaiono appunto le palme che caratterizzavano piazza Garibaldi nel cuore del centro storico. In particolare si tratta di quattro palme collocate nel 1911, 1912 – come poi si è accertato – accanto alla statua di Giuseppe Garibaldi, nella piazza dove si intravvedono (oggi non più esistenti) il Teatro Sociale (dove ora sorge il Tnt, Teatro Nuovo Treviglio) e la palazzina della Società Telefonica Trevigliese (poi Stipel, poi Sip, quindi Telecom). Perché furono piantate quelle palme? Secondo gli storici locali, la collocazione avvenne quale omaggio di Treviglio alla “conquista” italiana della Libia, all’indomani della prima guerra libica. Fin quando durarono le palme in un clima che certamente non si confaceva, soprattutto a causa delle forti nebbie? Fino al 1929 quando le palme “scoppiarono” - questo è il verbo usato per ricordare l’evento – a causa della più grave gelata di tutto il Novecento, appunto nel 1929.

Ma la memoria di quelle palme, ora ritornata, riaccende antichi momenti di “gloria” trevigliese, soprattutto in rapporto a quanto si dice e si legge sulle palme in piazza Duomo. E d’altra parte a fine febbraio altre palme erano apparse in città questa volta in piazza Manara, grazie a Marco Guerini, celebre per i suoi murales, e per le suo stravaganti iniziative a favore della città. L’obiettivo era promuovere “L’Biligot” l’annuale giornale satirico trevigliese.