Seriate (Bergamo), 18 marzo 2017 - Non ci sono tracce di presenze estranee all’ambito familiare nella villetta di via Madonna della Neve a Seriate dove, la notte fra il 26 e il 27 agosto dello scorso anno, è stata sgozzata la professoressa Gianna Del Gaudio, 63 anni. È uno dei punti cruciali dell’ampia (oltre un centinaio di pagine) relazione del Ris di Parma depositata ieri in procura a Bergamo. Particolare importante ma non ancora determinante in un’indagine assai difficile come tutte quelle per i delitti in ambiente domestico. Il marito della vittima, Antonio Tizzani, 68 anni, capostazione in pensione, è l’unico indagato per l’omicidio della moglie. Nella immediatezza e anche, più volte, a seguire, l’uomo ha dichiarato di avere scorto una figura incappucciata china sul corpo della moglie, steso sul pavimento della cucina. Ma nessuna delle telecamere della zona lo ha ripreso.

L’attività degli esperti di Parma è esaurita, rimangono alcune operazioni di ricostruzione. È stato esaminato anche il cutter da elettricista ritrovato nascosto sotto la siepe di un condominio di via Presanella, a circa 500 metri dall’abitazione dei Tizzani. Le conclusioni del Ris coinciderebbero con quelle a cui è giunto Andrea Verzelletti, anatomo patologo dell’università di Brescia, nominato dal pm Laura Cocucci: l’arma è “astrattamente compatibile” con la profonda ferita al collo di Gianna Del Gaudio. Su questo punto s’innesta un altro dei misteri del giallo bergamasco. Il cutter usato per uccidere Gianna Del Gaudio era contenuto – con un paio di guanti di lattice – in un sacchetto di plastica, che rimandava a un esercizio commerciale frequentato dalla donna.

Sui guanti c’è il sangue di Gianna ed è rimasta impressa anche una traccia genetica che non appartiene a Tizzani, né ai due figli della coppia Paolo e Mario, né a parenti, amici, vicini, baristi, negozianti della zona, che hanno rilasciato tutti il loro campione salivare, così come non riconduce ai carabinieri, agli operatori del 118, agli addetti alle pompe funebri, a quanti intervennero nell’abitazione quella sera. Giorgio Portera, genetista del Dipartimento di biotecnologie mediche della Statale di Milano, è il consulente della difesa di Antonio Tizzani. «Gli accertamenti scientifici - dice Portera - sembrano essersi conclusi. Attendiamo di leggere e studiare la relazione depositata dal Ris per poi intraprendere le nostre attività difensive». Che attività intendete svolgere? «Molto probabilmente chiederemo di effettuare un sopralluogo nella casa per poterci esprimere a nostra volta sulle dinamiche all’interno della scena del crimine».