Seriate (Bergamo), 22 febbraio 2017 - Tolti i sigilli alla villetta di piazzetta Madonna della Neve, dove la notte tra il 26 e il 27 agosto era stata uccisa la professoressa Gianna Del Gaudio, 63 anni. Unico indagato, a piede libero, per il delitto, è il marito Antonio Tizzani, 68 anni. Ora se lo vorrà potrà far rientro a casa. A dire il vero, Tizzani, a più riprese, aveva chiesto di poter rientrare in possesso dell’abitazione. In tutto questo periodo l’ex capostazione è stato ospite del figlio primogenito, Paolo. Sul fronte delle indagini, nei giorni scorsi sono arrivati in procura i risultati degli accertamenti effettuati sul cutter trovato nascosto nella siepe in via Presanella, a circa 500 metri dalla villetta teatro del delitto. La relazione del dell’anatomopatologo Andrea Verzelletti, dell’Università di Brescia, e consulente dell’accusa terminava affermando che quella lama è «astrattamente compatibile» con le ferite trovate sul corpo della donna. Si tratta di un elemento importante per le indagini. La conclusione cui è arrivato il consulente della procura avvalora l’importanza del ritrovamento del coltellino e conferma che può essere l’arma del delitto. 

Sul cutter era stata trovata anche una piccola traccia di materiale genetico riconducibile, secondo indiscrezioni, al dna di Tizzani. Traccia che potrebbe essere “da contaminazione”, ovvero trasferita sull’arma da un altro oggetto. A questo punto assume una grande importante la relazione definitiva dei Ris di Parma che riguarda proprio il dna dell’indagato: se dai laboratori scientifici dell’Arma dovesse arrivare la conferma che quella traccia biologica è proprio dell’ex capostazione la sua posizione si farebbe ancor più difficile.