Bergamo, 13 aprile 2017 - Ancora nessuna soluzione riguardo l'omicidio di Daniela Roveri, la manager d’azienda di 48 anni, uccisa il 20 dicembre all’ingresso del palazzo in cui viveva con la mamma, in via Keplero a Colognola. Ma è stato isolato il Dna di una persona sul viso della donna, Dna che si sta mettendo a confronto con una serie di profili, anche se ancora non è stato trovato quello compatibile. È questo il colpo di scena nelle indagini condotte dai Pm Davide Palmieri e Fabrizio Gaverini sull’omicidio avvenuto quasi 4 mesi orsono. Gli agenti della Polizia Scientifica hanno infatti trovato tracce genetiche in due punti del corpo di Daniela Roveri, punti che potrebbero essere logicamente legati all’assassino e alle sue azioni quella notte, la notte del 20 dicembre scorso.

La 48enne infatti è stata sorpresa alle spalle al suo rientro a casa, bloccata e colpita alla gola con un coltello: un taglio fatale da parte del killer. Ed è verosimile che l’omicida le abbia toccato la guancia. Non solo, il medesimo Dna è stato trovato su un dito della donna. La polizia scientifica di Torino, dove sono custodite le tracce della molecola, sta procedendo alle verifiche e alle comparazioni per trovarne la compatibilità con la persona che potrebbe aver ucciso Daniela nel quartiere di Bergamo dove abitava con la madre.