Bergamo 21 gennaio 2017 - Il delitto di Colognola potrebbe entrare in una fase cruciale. Martedì, infatti, si dovrebbero conoscere i risultati degli accertamenti genetici effettuati sul capello trovato in una mano di Daniela Roveri, la manager d’azienda di 48 anni, sgozzata nell’androne di casa la sera del 20 dicembre. Un capello dotato con tutta probabilità di un bulbo, elemento fondamentale per poter estrarre il Dna. In caso affermativo per gli investigatori diventerebbe il perno attorno cui far ruotare l’inchiesta. Già, ma prima occorre sapere se gli accertamenti effettuati nei laboratori del Gabinetto scientifico della Polizia di Milano sono stati in grado di isolare un Dna. In caso positivo, sarà interessante sapere se appartiene a un uomo o un donna. E a quel punto partiranno i primi presumibili raffronti fra Dna. In primo luogo saranno effettuati quelli tesi a eliminare possibili contaminazioni da parte di chi è intervenuto sulla scena del crimine (soccorritori del 118, agenti delle Volanti , qualche condomino), o di chi aveva una ragione per essere nell’androne.

Il secondo passo sarà il confronto con i Dna prelevati ai vicini. A oggi, sono stati effettuati circa trenta di prelievi salivari, in pratica ai condomini della palazzina dove abitava la vittima con la mamma. E la settimana prossima il raggio d’azione dell’indagine si amplierà, visto che gli investigatori sottoporranno al test anche i residenti di via Linneo, una via parallela di via Keplero, in direzione della quale l’assassino potrebbe essere fuggito. Come è accaduto per le persone che abitano nel palazzo della Roveri, anche ai residenti di via Linneo i poliziotti chiederanno di sottoporsi a prelievo salivare. L’accertamento genetico significa che le indagini non trascurano la pista del vicino che poteva nutrire risentimenti nei confronti della Roveri. Intanto si è saputo che la ferita riportata dalla vittima si trova sull’indice della mano destra. Come se Daniela avesse istintivamente cercato di afferrare la lama con cui l’omicida l’ha colpita alla gola. Nel frattempo proseguono le ricerche del telefonino della 48enne, e della sua borsa, spariti dopo l’assassinio. Gli inquirenti hanno anche fornito una descrizione della borsa sparita, si tratterebbe di una tracolla in pelle nera, artigianale, con piccole borchie rettangolari color bronzo.

Parallelamente continuano gli accertamenti bancari sui conti riconducibili alla donna e sulla ditta dove lavorava, e non è escluso che possano essere chiamati anche gli uomini della Guardia di finanza.