Bergamo, 17 maggio 2017 - Infermiera alla casa di riposo di Cene (Valle Seriana), madre di tre figli minori, è stata “costretta” a dimettersi, dopo aver chiesto inutilmente che le venisse riconosciuto il part time. A quel punto l’infermiera ha preso carta e penna e ha scritto una lettera indirizzata al Comune di Cene, al presidente della Provincia e ai sindacati. «Trovandomi nell’impossibilità di riprendere servizio a tempo pieno e profondamente amareggiata per la scarsa attenzione posta dai responsabili del comune di Cene, comunico le mie dimissioni dal servizio a far data dal 16 maggio 2017».

Immediata la reazione del sindacato: «È una vergogna ciò che è accaduto a questa mamma di tre figli costretta a dare le dimissioni perché non le viene concesso nè il part time nè l’aspettativa non retribuita – ha dichiarato ieri Giulio Pennacchia, della Fp Cisl – Eppure sul sito istituzionale della casa di riposo di Cene campeggia in evidenza il codice etico nel quale si fa riferimento alla centralità della persona, al rispetto e alla tutela del lavoratore. Peccato che quando la lavoratrice si è presentata per la richiesta di part time, le è stato risposto che nessuno l’aveva obbligata a fare tre figli. Uno scandalo».