Nella Bergamasca registrati venti cani pericolosi «Lanimale va educato, ma a volte è impossibile»
BERGAMO
IL DRAMMATICO CASO dellanziana aggredita dal rottweiler del nipote sabato a Gaverina ha subito riaperto le polemiche sul problema dei cosiddetti cani pericolosi...
IL DRAMMATICO CASO dellanziana aggredita dal rottweiler del nipote sabato a Gaverina ha subito riaperto le polemiche sul problema dei cosiddetti cani pericolosi...
2010-04-13
BERGAMO
IL DRAMMATICO CASO dellanziana aggredita dal rottweiler del nipote sabato a Gaverina ha subito riaperto le polemiche sul problema dei cosiddetti cani pericolosi, qualche anno fa espressamente indicati dal Ministero della Salute in un elenco che comprendeva diciassette razze e poi soppresso per lasciare spazio a una normativa (quella attualmente in vigore) più soft, che presta attenzione, più che alle categorie generali, ai singoli animali definiti difficilmente gestibili.
UNA SCELTA CONTESTATA dal Codacons che, in proposito, proprio dopo il caso di Gaverina, ha chiesto anche le dimissioni del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, responsabile «di aver cancellato senza giustificazione la lista e i rimedi collegati». Il responsabile del Servizio Veterinario dellAsl di Bergamo, il dottor Paolo Antoniolli, preferisce tuttavia usare parole caute: «Su simili questioni dichiara è facile arrivare allo scontro, anche politico. La verità è che a monte della scelta del sottosegretario cè la convinzione, come si dice spesso, che tutti i cani siano buoni e che, quindi, maggiore attenzione debba essere dedicata ai padroni. Ha ragione, del resto, chi sostiene che quellelenco era basato su dati statistici e non su una precisa letteratura scientifica benché, personalmente, sia convinto che tale lista non fosse del tutto inutile».
IL NODO, allora, riguarda piuttosto le modalità con cui lordinanza attualmente in vigore, datata 23 marzo 2009, regolamenta le modalità dazione in caso di animali pericolosi: «Quando il veterinario, nel corso della sua attività, si trova di fronte a simili situazioni - spiega Antoniolli - oltre alla profilassi dobbligo, deve farne segnalazione allAsl, che provvede ad inserire il cane, indipendentemente da razza e taglia, in un apposito registro. Attualmente in Bergamasca ne compaiono una ventina. Nei loro confronti, il padrone è tenuto a rispettare determinati comportamenti, a cominciare dallobbligo del guinzaglio e della museruola nei luoghi pubblici». Come ricorda Antoniolli, però, cè un modo per superare questa fase: «Padrone e animale dice possono sottoporsi ad un corso di formazione e al relativo test finale: se lesito è positivo, le limitazioni possono venire revocate». Ma è proprio qui che nascono i problemi: «La legge ricorda il veterinario prevede che, oltre allAsl, nei corsi siano coinvolti i Comuni e le associazioni animaliste. Purtroppo, allatto pratico, la presenza di una molteplicità dattori non rende sempre facile il compito».
IN OGNI CASO, qual è la prima regola da rispettare quando di fronte cè un animale che, per razza o, soprattutto, mole, può diventare pericoloso? «Personalmente risponde Antoniolli sono convinto dellimportanza delleducazione del cane. Spesso, anche in buona fede, il padrone sbaglia. Occorrono, perciò, cautela e responsabilità, avendo anche il coraggio di fare un passo indietro quando è chiaro che il cane fraintende gli atteggiamenti di chi gli sta di fronte e quindi può diventare aggressivo. Anche a me è capitato, pur mosso dalle più buone intenzioni, di dover recedere quando mi sono reso conto dellimpossibilità di costruire un rapporto positivo con il cane. Mi riferisco conclude infine a una riflessione generale, prescindendo naturalmente da ogni valutazione sul caso specifico di cui si stanno occupando le cronache.
Alessandro Borelli


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