Milano, 6 aprile 2017 - Nuova udienza del processo in cui l'europarlamentare Mario Borghezio è imputato per discriminazione razziale per alcuni attacchi rivolti all'ex ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge.  Prima dell'esame di Borghezio, questa mattina in aula, davanti ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano, è stata ascoltata la telefonata andata in onda il 29 aprile 2013 durante la trasmissione radiofonica 'La Zanzara'. Telefonata in cui, al conduttore Giuseppe Cruciani che gli chiedeva commenti sull'ex ministro, Borghezio rispondeva che "gli africani sono africani e appartengono a un'etnia molto diversa dalla nostra". E poi ancora: "Non siamo congolesi, abbiamo un diritto ultramillenario" e "Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano".

Rispondendo alle domande del pm Piero Basilone, l'europarlamentare questa mattina ha detto: "Sono convinto che il Padreterno ci abbia fatti diversi, ma non credo nella sopraffazione etnica. Nel mio contesto difendo le mie scelte e i miei valori. Ma non attacco le persone per il loro colore. La mia era una critica al governo e ne ha fatto le spese la Kyenge in quanto punto debole di quel governo". Borghezio ha sottolineato di avere partecipato a 'La Zanzara' in quanto subirebbe "una emarginazione totale da parte dei media. Non vengo invitato in prima serata e non vengo ascoltato". E ha spiegato: "Le mie frasi non sono certo una dimostrazione di bon ton. Ma il contesto fa capire che non eravamo a una conferenza stampa alla camera dei Lord". 

Riguardo questa telefonata, l'ex ministro Cecile Kyenge, attraverso il suo legale di parte civile, l'avvocato Gian Andrea Ronchi, ha chiesto un risarcimento di 140mila euro a Mario Borghezio. L L'avvocato ha sottolineato che la telefonata «non si inserisce in un discorso satirico o provocatorio. Quelli di Borghezio - ha spiegato - sono solo degli sfottò motivati dall'appartenenza razziale». Il pm di Milano Piero Basilone, al termine della sua requisitoria, ha chiesto che l'esponente leghista venga condannato ad una multa da seimila euro. Borghezio, ha sottolineato Basilone, "era perfettamente a conoscenza della portata discriminatoria" contenuta nella sua telefonata. Il senso complessivo delle sue frasi, ha aggiunto, «è che l'ex ministro Cecile Kyenge fosse inadeguata a fare il ministro» in ragione delle sue origini congolesi e la sua finalità era di "attirare adesioni a quelle idee". Il pm ha evidenziato che "in questo processo non è in discussione il diritto di critica, ma la forma di quelle espressioni". L'avvocato di Borghezio, Guido Anetrini, ha invece chiesto l'assoluzione perché "il fatto non sussiste". Nelle sue dichiarazioni, ha sostenuto, "non c'è tentativo di fare propaganda né è presente alcune affermazione del principio di superiorità razziale". L'udienza è stata rinviata al 18 maggio per la sentenza.