Bergamo, 13 gennaio 2018 - Provate a immaginare la scena. Mentre il giudice declama la sentenza, all’improvviso da sotto lo scranno spunta un gatto. Proprio così. È successo giovedì mattina al tribunale di Bergamo, nella sede dove si trovano gli uffici del giudice di pace, in via Sant’Alessandro. Mancano pochi minuti a mezzogiorno. In aula si celebra un procedimento per lesioni a carico di un uomo. A un certo punto da sotto lo scranno del giudice, Lucia Berloffa, fa la sua comparsa un grosso gatto. Nessuno prima di quel momento si era accorso della sua presenza. Nessuno lo aveva visto entrare. Da quanto tempo era lì? Probabilmente da ore e si era anche addormentato. A svegliarlo sono stati i presenti.

Il micio ha iniziato a sgattaiolare velocemente per l’aula, correndo da una parte all’altra. Gli avvocati presenti, improvvisandosi accalappiagatti, hanno cercato di prenderlo, ma ogni tentativo è risultato inutile. Nel frattempo il giudice, considerata la situazione, aveva sospeso l’udienza. Il felino non si lasciava afferrare. La scena è stata grottesca: giudice, legali e imputato a inseguirlo per l’aula.

Che fare? È stata chiamata la sicurezza, ma nemmeno le guardie sono riuscite a bloccare il gatto, che ha continuato a spostarsi velocemente da un angolo all’altro della stanza. A un certo punto, quando tutti sembrano aver perso ogni speranza, un avvocato ha avuto un’idea. Si è tolto la toga che indossava, ha chiamato il gatto facendolo uscire dal nascondiglio e a quel punto gli ha gettato addosso la toga, riuscendo così a bloccarlo. Il micio è stato poi liberato sul tetto del palazzo. E il processo ha così potuto riprendere, con un testimone in meno.