Zogno (Bergamo), 13 febbraio 2018 - Si infiamma la polemica sulla decisione presa dal Comune di Zogno di vendere un chilometro dell’ex sedime ferroviario per poter realizzare un’area destinata alla società San Pellegrino Spa, del Gruppo Nestlè. Per contrastare il progetto, dopo l’allarme lanciato dall’ex assessore provinciale Felice Sonzogni, è nata l’Associazione Ferrovia Valli Bergamasche, che ha immediatamente lanciato sulla piattaforma web change.org la petizione “No alla vendita del sedime ferroviario”. L’obiettivo è quello di raccogliere mille firme (in pochi giorni ne sono già state raccolte 500) per tutelare, come sottolinea Alessandro Gervasoni, presidente dell’Associazione, «il sedime ferroviario per il futuro tracciato della T2, la tramvia per la Valle Brembana. Se non si tutela quel tracciato, l’intera valle rischia di perdere in futuro il suo sviluppo con una mobilità dolce e sostenibile, come avviene in gran parte dei Paesi del Nord Europa».

«La nostra – conclude Gervasoni – non è una petizione a sfondo politico o in vista della campagna elettorale. Vogliamo soltanto salvaguardare e tutelare il sedime ferroviario, affinché in futuro non vengano più fatte scelte come queste. Vendere il sedime, significa privare la nostra valle di un pezzo di storia e di sviluppo importante». «La vendita – aggiunge Elga Cantù, componente dell’Associazione Ferrovia Valli Bergamasche – ipotizza già una modifica dell’attuale tracciato della tramvia e in futuro saranno prevedibili ulteriori costi aggiuntivi che ipotecano la sua realizzazione. Per questo chiediamo che non venga messa in vendita nessuna parte di questo sedime».

Immediata la replica di Gian Paolo Pesenti, vicesindaco e assessore all’Urbanistica e all’Edilizia Privata del Comune di Zogno: «Quanto illustrato dall’ex assessore provinciale Sonzogni non corrisponde alla realtà delle attività in corso. La vendita non implica la perdita del vincolo della tramvia e di conseguenza il futuro passaggio della Teb. Il tracciato rimane tutelato».