Comun Nuovo (Bergamo), 3 aprile 2017 - Per tre anni è stata costretta a subìre le vessazioni del compagno, un immigrato ghanese di 44 anni, residente a Comun Nuovo, numerose denunce per maltrattamenti (anche nei confronti di un'altra fidanzata), che, accecato dalla gelosia, le impediva di uscire di casa senza di lui e non le permetteva neppure di frequentare i vicini, la picchiava in continuazione, in alcune occasioni anche con la cinghia dei pantaloni, e in un'occasione scagliandole contro un ventilatore, incurante della presenza della loro bambina di soli 10 mesi.

Domenica pomeriggio, di fronte all'ennesimo pestaggio, la donna, anch'essa di origini ghanesi, 37 anni, è stata costretta a rifugiarsi da un vicino. Secondo quanto ha raccontato ai carabinieri di Zanica, intervenuti dopo la richiesta dei vicini, l'extracomunitario non si è limitato a picchiarla, ma l'ha minacciata con un coltello da cucina, tanto che la donna, terrorizzata e sotto choc, si è inginocchiata con in braccia la figlioletta e ha pregato il compagno di non fare del male a lei e alla piccola.

Per tutta risposta l'uomo le ha detto di andarsene di casa. Ieri il ghanese è stato processato per direttissima: il giudice Alessandra Chiavegatti lo ha rimesso in libertà, disponendo ei suoi confronti l'allontanamente dalla casa familiare e il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla compagna. Non solo. L'uomo, che lavora come magazziniere, dovrà anche provvedere al mantenimento della compagna e della figlia piccola versando 450euro al mese, oltre al pagamento dell'affitto dell'abitazione di Comun Nuovo. Il dibattimento è stato rinviato al 5 giugno prossimo, quando è in programma la sentenza.