Bergamo, 31 maggio 2017 - Al termine dell'ennesima lite, l'11 maggio 2014, all'interno della sua abitazione, a Treviglio, aveva afferrato un coltello da cucina e aveva colpito all'addome la compagna. Poi aveva atteso l'arrivo dei carabinieri, chiamati dalla donna, e aveva detto loro che era stata lei a infliggersi il fendente per farlo finire nei guai e punirlo di anni di soprusi e maltrattamenti.

Per quell'episodio stamattina il pm Gianluigi Dettori ha chiesto la condanna di un bergamasco di 48 anni a 8 anni di reclusione per tentato omicidio. Il difensore dell'uomo, l'avvocato Stefania Russo, ha invece insistito sulla tesi che sia stata la compagna del suo cliente a ferirsi apposta. La sentenza del gup Ilaria Sanesi è attesa per il 12 luglio, dopo le repliche di accusa e difesa.