Bergamo, 9 novembre 2017 - Poteva avere conseguenze più gravi l’inseguimento di martedì sera tra un pluripregiudicato siciliano, V.S., 68 anni, residente da anni nella Bergamasca, a Torre Boldone, e una Volante della Questura, speronata più volte. Durante la fuga, che si è consumata in numerose vie di Bergamo prese pericolosamente contromano, il 68enne, che era al volante di una jeep Mitsubishi, e senza patente dal 2006, ha infatti centrato frontalmente una Fiat 500 con a bordo due ragazze di 25 anni: entrambe se la sono cavata con una prognosi di 12 giorni, mentre il fuggitivo, che non si è fermato ad aiutarle, è stato arrestato poco dopo con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e omissione di soccorso.

Nel corso dell’inseguimento, uno dei poliziotti ha esploso un colpo di pistola contro a gomma della jeep, senza però colpirla. Ieri, al termine del processo per direttissima, il pluripregiudicato è stato condannato con il rito abbreviato (sconto di un terzo sulla pena finale) a 1 anno, 4 mesi e 20 giorni di reclusione. Il giudice ha disposto nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari. Tutto inizia alle 21,30 di martedì in via Correnti. L’uomo, che ha un curriculum criminale di tutto rispetto (precedenti per rapina, sequestro di persona e omicidio in concorso, avvenuto il 18 luglio dell’85, reato per il quale è stato condannato a 22 anni), è fermo ad un distributore di benzina, che di notte è il regno di numerose prostitute, ad attendere una delle ragazze che si è messo in testa di redimere ("Volevo convincerla a cambiare vita e le avevo chiesto di se voleva venire a vivere con me", ha detto V.S. in aula).

Arrivano gli agenti che decidono di controllare i documenti dell’automobilista. Ma quest’ultimo schiaccia l’acceleratore e fugge a grande velocità, tallonato dai poliziotti. L’inseguimento dura parecchi minuti, il 68enne prende numerose vie contromano, si schianta contro la Fiat 500 e alla fine, vicino al rivenditore di auto Bonaldi, desiste e fugge a piedi. Viene però bloccato dopo pochi metri. "Alla vista degli agenti - ha spiegato durante il processo - , mi sono spaventato , non ho capito più nulla e sono fuggito".