Bergamo, 9 novembre 2017-  Si è spenta la cagnolina Siria, sepolta viva dal padrone e da un amico di quest'ultimo. La tragica notizia è stata data dal sindaco di Zanica ha dato la notizia.  La vicenda è avvenuta nei giorni scorsi, a inizio novembre. Protagonista .- suo malgrado - della vicenda un setter femmina di 11 anni. Stando a quanto ricostruito, la cagnolina è stata sepolta viva e miracolosamente era stata salvata grazie al ritrovamento di una passante. La quattrozampe, era malata di tumore, così era stata presa a bastonate dall' anziano proprietario e, creduta morta, era stata seppellita in un campo agricolo nella campagna con l'aiuto di un amico.

Nonostante il fisico debilitato la cagnolina era riuscita a riemergere con la testa e a guaire disperata, attirando l'attenzione della donna di passaggio che l'aveva trovata, purtroppo in gravi condizioni tanto che Siria è morta nonostante le cure dei medici della Clinica Orobica veterinaria di Azzano San Paolo. I due anziani amici (un 77enne, proprietario del cane, e un 83enne proprietario del terreno), erano stati denunciati a piede libero dopo aver ammesso la loro responsabilità senza però sembrare di essersi resi conto della gravità del fatto. Ora la loro posizione si aggrava: dovranno rispondere del reato di maltrattamento di animali che, con la morte della cagnolina, si appesantisce. 

Sul caso di Siria è intervenuta anche l'Enpa: "Sono affranta e addolorata per la morte della piccola Siria, ma anche profondamente indignata per un crimine così crudele e aberrante, contrario ai più elementari principi di pietà", ha dichiarato la presidente Nazionale di Enpa, Carla Rocchi. "L'Ente Nazionale Protezione Animali si costituirà parte civile nel giudizio contro gli aguzzini della cagnetta. E anche se nessuna punizione potrà rendere giustizia alla povera Siria - prosegue Rocchi - auspico che costoro, in caso di condanna, siano puniti con una pena esemplare. Purtroppo in questi mesi stiamo assistendo a una recrudescenza di comportamenti delittuosi ai danni gli animali: a tutti deve essere chiaro che si tratta di crimini gravissimi, inconciliabili con il livello di civiltà di cui pretendiamo di essere portatori. Crimini che sono spesso associati a situazioni di vera emergenza sociale".