Treviglio (Bergamo), 20 aprile 2017 - Sta per risolversi un problema annoso che risale al luglio 2014, quando appunto fu inaugurata la A35, la Brebemi. Si tratta del pagamento di quanto spetta ai proprietari dei terreni compresi fra la Brebemi-A35 e il tratto ferroviario di alta velocità Treviglio-Brescia, dove sono stati effettuati gli espropri per l’esecuzione dei lavori in programma. Sarebbe stata trovata un’intesa – si aspettano conferme ufficiali e i dettagli- per iniziare a pagare i proprietari delle cosiddette "aree interposte". L’accordo sarebbe intervenuto nei giorni scorsi dopo una riunione fra Rfi e Bbm, il consorzio che ha costruito la A35. 

Quali sarebbero i risultati dell’intesa? Le informazioni raccolte dicono che Rfi (Rete ferroviaria italiana) ha accettato di versare entro 40 giorni il 50% delle indennità spettanti ai proprietari (sarebbero 240) che hanno accolto la soluzione bonaria. Il restante 50% del pagamento sarà di pertinenza Brebemi. Va precisato che gli interessati risiedono in tre province, Bergamo, Brescia e Milano, ovvero quelle sui cui territori transitano sia l’autostrada sia l’alta velocità. Non tutti i proprietari avrebbero accettato l’accordo bonario: secondo indiscrezioni sarebbero un centinaio quelli rimasti fuori dall’intesa ma che comunque avrebbero ancora l’opportunità di accettare.

L’accordo iniziale che fu firmato con la supervisione della Regione proprio il giorno prima del via ufficiale alla Brebemi, dunque circa tre anni fa, prevedeva che le aree interposte sarebbero state pagate al 50% da ambedue le parti. Purtroppo però da allora non sono arrivate le decisioni conseguenti e ai proprietari non è stato corrisposto nulla. Non solo: agli stessi non è stato nel frattempo possibile coltivare i rispettivi terreni, creando così una impasse che soltanto ora potrebbe trovare una soluzione. E per giunta gli interessati avrebbero dovuto nel frattempo pagare le relative tasse. 

Per quanto riguarda la fase dei pagamenti, dopo che Rfi avrà versato la somma di sua competenza su uno specifico conto corrente dedicato a questa ‘operazione’, potrà operare il consorzio Bbm che, a quel punto, convocherà ognuno dei proprietari per provvedere alla parte conclusiva della vicenda. I terreni situati fra le due grandi infrastrutture ammonterebbero, nelle aree della provincia bergamasca, a circa 500 mila metri quadrati. Secondo calcoli ufficiosi l’indennità da corrispondere si collocherebbe intorno a 10 milioni di euro.