Bergamo, 8 novembre 2017 - «Le biblioteche non facciano le librerie». È l’accusa lanciata dal Gruppo Librai dell’Associazione commercianti di Bergamo (Ascom) e da Sil-Confesercenti contro la concorrenza del nuovo servizio online di vendita e ritiro libri “C’è un pacco per te”, realizzato, tra i primi in Italia, dal portale delle Rete bibliotecaria bergamasca e attivo in cinque biblioteche del territorio: ad Albino, Dalmine, Ponte San Pietro, Seriate e Treviglio.

«Chiediamo l’immediata ritiro dell’iniziativa - sottolineano Cristian Botti, presidente Gruppo Librai Ascom, e Antonio Terzi, presidente Sil-Confesercenti -. Condanniamo in maniera decisa e ferma, senza se e senza ma, il tentativo del sistema di sostituirsi alle competenze e al ruolo che i librai hanno sempre avuto. La scelta della Rete bibliotecaria bergamasca di avviare il nuovo servizio arriva in un momento storico in cui, visti i bassi tassi di lettura degli italiani, le istituzioni moltiplicano gli inviti e gli appelli alla collaborazione, nel rispetto delle reciproche competenze».

«Continuiamo a ritenere - proseguono Botti e Terzi - che le istituzioni del nostro Paese debbano necessariamente moltiplicare gli sforzi, anche quelli di carattere economico, verso librerie e biblioteche. Denunciamo, però, il fatto che questo sistema di vendita e ritiro libri messo a punto da alcune biblioteche preveda un ritorno economico per le biblioteche stesse, in piena concorrenza con le librerie. Ci sembra una strategia miope da parte di chi è deputato a diffondere cultura e amore per i libri. Chiediamo pertanto il ritiro dell’iniziativa». La Rete bibliotecaria, infatti, ha avviato la vendita di libri on line tramite il portale del fornitore, garantendo il massimo sconto di legge e in più una commissione a favore della biblioteca.

L'iniziativa ha il sapore della beffa per i librai: «Tutto ciò - è la conclusione di Botti e Terzi - si aggiunge al fatto che le librerie sono escluse da tempo dalle forniture di libri alle biblioteche a causa delle abitudini consolidate di questi enti e di una normativa che non ha pari in Europa».