Bergamo, 4 ottobre 2017 - Svastiche e scritte antisemite, sessiste e omofobe sui muri. Divani e arredameni rovinati con la vernice, il contenuto di estintori versato sui pavimenti, parte del primo piano e tutto il piano terra allagati. Si è presentato così sabato, ai primi attivisti che hanno varcato la porta d’ingresso, l’interno della Cascina Ponchia, nel quartiere cittadino di Monterosso. Nella notte precedente alcuni sconosciuti sono riusciti a penetrare nello stabile e hanno dato sfogo a tutta la loro rabbia e al loro odio, devastando i locali.

Gli esponenti del collettivo hanno denunciato l’accaduto attraverso un post sulla loro pagina Facebook “Kascina Autogestita Popolare”: "La cascina, con i suoi 100 anni di storia, è stata vandalizzata. Ma non è questo il fatto peggiore. Quello che queste persone hanno veramente cercato di distruggere è ciò che i collettivi hanno creato in questi anni. Hanno cercato di colpire un luogo che è diventato, e non solo per gli abitanti di Monterosso, un punto di riferimento, una realtà di aggregazione, socialità e scambio di idee".

Per il collettivo, "hanno cercato di colpire il lavoro di più di tre anni di recupero e restituzione al quartiere della cascina. Tutto questo è stato messo in atto in nome di ideologie e simboli ben precisi: svastiche, scritte antisemite, sessiste e offensive che, oltre che essere anacronistici, vanno condannati e non devono assolutamente trovare spazio nella nostra società. In risposta di quanto accaduto, continueremo la nostra attività e i nostri progetti, più determinati di prima". Sulla vicenda indaga la Digos della questura.