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Escursionisti morti sul Resegone "Erano le nostre due colonne"

Lo sgomento degli amici del Cai

Le vittime dell'incidente in montagna Enrico Villa, 46 anni, sposato, ingegnere, presidente della Commissione Rifugi e vice presidente della Commissione regionale e Domenico Capitanio, 72 anni, sposato, geometra, ispettore del rifugio Tagliaferri e Albani

di Rocco Sarubbi

Domenico Capitanio ed Enrico Villa (Cardini)
Domenico Capitanio ed Enrico Villa (Cardini)

Bergamo, 8 ottobre 2013 - La montagna era la loro grande passione. Ma sul Resegone hanno trovato la morte, finendo contro le rocce dopo un volo di 200 metri che non hanno lasciato loro via di scampo. Le vittime sono due escursionisti bergamaschi, consiglieri del Cai cittadino: Enrico Villa, 46 anni, sposato, ingegnere, presidente della Commissione Rifugi e vice presidente della Commissione regionale, e Domenico Capitanio, 72 anni, sposato, geometra, ispettore del rifugio Tagliaferri e Albani.

La tragedia si è consumata, con tutta probabilità, sabato mattina, anche se l’allarme è stato dato solo domenica sera. I due scalatori, persone molto esperte, considerata anche la lunga militanza al Cai (Villa era iscritto dal ‘79 e Capitanio dall’80) «sabato pomeriggio avrebbero dovuto partecipare al consiglio allargato in programma alle 14.30 al rifugio Resegone — ha spiegato il presidente del Cai di Bergamo, Piermario Marcolin — Ma non li abbiamo visti arrivare. A dire il vero, conoscendoli, al momento non ci siamo preoccupati più di tanto. Abbiamo anche pensato che a causa del maltempo avessero rinunciato».

Invece Villa e Capitanio avevano deciso di raggiungere il rifugio Resegone, la montagna che sovrasta Lecco, dal versante orobico. La loro auto è stata trovata infatti a Brumano, paese della Valle Imagna, domenica in serata. Lasciata la vettura, i due hanno inziato l’ascesa lungo la via ferrata denominata “Gamma 2”, una fra le più impegnative del Resegone. Ma durante la scalata, all’improvviso qualcosa è andato storto. Da una prima ricostruzione della dinamica dell’incidente, risulterebbe che uno dei due sia scivolato su una cengia, una sporgenza rocciosa. Il compagno avrebbe allora cercato di soccorrerlo, ma è caduto anche lui. Villa e Capitanio sono precipitati in un canalone impervio e sarebbero morti sul colpo.

L’allarme è stato dato solo domenica sera dai parenti, preoccupati per il mancato rientro a casa. Ma a causa del buio le ricerche sono potute inziare solo ieri mattina: sul campo i tecnici della VI Delegazione Orobica del Soccorso alpino e un elicottero del 118 di Bergamo, che dall’alto ha individuato i due corpi. Le salme sono state composte ieri al Palamonti di Bergamo, sede del Cai, dove è stata allestita la camera ardente. «Erano due colonne della sezione — sottolinea il presidente Marcolin — Mon trovo parole per esprimere la mia commozione».

di Rocco Sarubbi

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