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La Clay Paky di Seriate accende i Giochi di Londra

Il 70% dell'impianto che darà vita allo spettacolo di luci d'inaugurazione è stato prodotto dall'industria bergamasca che, sempre a Londra, aveva gestito gli effetti luminosi per i 60 anni di regno della Regina Elisabetta

di Maurizio Nobili

L'installazione luminosa di Clay Paky (De Pascale)
L'installazione luminosa di Clay Paky (De Pascale)

Seriate, 27 luglio 2012 - Il riserbo è assoluto perché l’imperativo del Comitato organizzatore è stato categorico. Ma, poche ore dall’avvio ufficiale dei Giochi Olimpici di Londra 2012 (la cerimonia inaugurale è in programma per stasera alle 21), una certezza c’è già: sull’ambito podio della Mondovisione, che, secondo i calcoli degli esperti, incollerà davanti ai teleschermi almeno 4 miliardi di persone, ci sarà la Clay Paky di Seriate, marchio leader a livello internazionale nel settore dell’illuminotecnica.

Gli esperti orobici, per la verità, non sono nuovi alle emozioni forti: appena qualche mese fa, e sempre a Londra, hanno sovrinteso ai maestosi effetti luminosi voluti per i 60 anni di regno della regina Elisabetta su un palcoscenico allestito davanti alla sede di Buckingam Palace i cui faretti, per l’occasione, erano stati dipinti a mano uno per uno con il simbolo dell’Union Jack. «Un’Olimpiade, tuttavia, è sempre un’Olimpiade - ammette il direttore commerciale dell’azienda, Pio Nahum. Lo abbiamo sperimentato a Pechino 4 anni fa. Sono quegli eventi nei quali sai di avere addosso gli occhi del mondo e questo fatto rende tutto veramente particolare.

E questa voltai saremo tra i protagonisti della cerimonia inaugurale e non solo comprimari: basti pensare che il 70% dell’impianto che darà vita allo spettacolo di luci è costituito dai proiettori della nostra azienda. La sfida è stata quella di rendere l’evento qualcosa di grandioso ed emozionante insieme. E pensiamo di esserci riusciti».

Che gli organizzatori abbiano pensato a Clay Paky per spattacolarizzare l’evento inaugurale rende particolarmente orgogliosi i responsabili dell’azienda bergamasca: «Per noi è un’enorme soddisfazione, come aver conquistato una medaglia d’oro che tramite il nostro lavoro è stata assegnata all’Italia intera».
In campo Clay Paky ha messo 750 proiettori di ultima generazione, denominati “sharpy” i quali, con una potenza di appena 190 watt ciascuno, sono però in grado di illuminare superfici molto ampie. «E’ l’innovazione al servizio dell’evento sportivo per eccellenza - aggiunge Nahum - e per questo noi puntiamo su un prodotto che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali».

Fondata nel 1976, la Clay Paky, guidata dal presidente e C.E.O. Pasquale Quadri, anche attraverso un laboratorio hi-tech nel quale lavorano tecnici, fotografi, architetti e professionisti specializzati, ha sempre cercato di portare nel mondo la qualità del Made in Italy. Nel 2011 il giro d’affari dell’azienda, che conta una novantina di dipendenti e basa l’85% del fatturato sulle esportazioni, si è attestato intorno ai 56 milioni di euro: in crescita, nonostante la crisi, rispetto sia al 2010 che al 2009. Un balzo in avanti che non ha finora risentito in maniera significativa degli effetti della crisi proprio grazie al costante impegno sul versante dell’innovazione. E lo sguardo è già al futuro: «Puntiamo al Brasile, ai mondiali del 2014 all’Expo».

di Maurizio Nobili

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