Nessuna celebrazione in parrocchia. Il sindaco Locatelli: «Non ci rassegnamo»
Brembate Sopra, 25 febbraio 2012 - Un anno dal ritrovamento di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra scomparsa il 26 novembre del 2010 e il cui cadavere venne rinvenuto tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011, in un campo incolto di Chignolo d’Isola. Il tragico anniversario del rinvenimento del corpo della ragazzina cade domani e nel suo paese natale la gente attende ancora che venga ritrovato l’assassino e venga fatta giustizia per questa tragedia che ha profondamente segnato la piccola comunità. I cittadini non hanno dimenticato, anche se molti sono scettici sul buon esito delle indagini.
In questi giorni per le vie del centro, nei negozi e nei bar, comunque, non si parla d’altro. Come conferma il sindaco Diego Locatelli. «La gente non ha dimenticato che c’è un responsabile ancora a piede libero e da prendere - spiega il primo cittadino -. Ma sia chiaro: non c’è nessuna richiesta di vendetta, ma nemmeno rassegnazione nonostante il tempo trascorso».Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Letizia Ruggeri, titolare dell’inchiesta sull’omicidio di Yara, dopo un primo diniego, ha concesso l’accesso agli atti alla famiglia. «Molti mi chiedono se ciò significhi qualcosa - aggiunge il sindaco Locatelli -. Io non credo, anzi, c’è da meravigliarsi che questo passo non sia stato compiuto prima, da parte della famiglia».
«In realtà l’autorità giudiziaria non ha concesso l’ok per visionare tutti i fascicoli - sottolinea il legale della famiglia Gambirasio, l’avvocato Enrico Pelillo -. Per ora ci limitiamo a valutare gli esiti degli esami scientifici e del Dna». E proprio dal Dna potrebbe arrivare la soluzione del giallo. Ne è convinto il consulente nominato dai genitori di Yara, Giorgio Portera, ex ufficiale dei carabinieri del Ris di Parma, che ha da poco ricevuto la documentazione relativa all’indagine e si è già messo al lavoro: «La ricerca del Dna - conferma Portera - è una strada determinante, che porterà a un risultato, a patto di accompagnarlo con metodi investigativi. La famiglia Gambirasio ha fiducia nella magistratura, ma vuole seguire da vicino tutto quello che è stato fatto e quanto ancora si sta facendo».
Intanto, in occasione dell’anniversario del ritrovamento dei resti di Yara, la parrocchia di Brembate Sopra non ha organizzato nulla per ricordare il tragico evento. «Yara è ancora nei nostri pensieri - afferma il parroco, don Corinno Scotti -, ma abbiamo deciso di non fare nulla». La stessa scelta è stata adottata dalla scuola delle Orsoline di Somasca di Bergamo, dove Yara frequentava le medie. «Non faremo niente - conferma la preside, suor Carla Lavelli -. Per noi esiste solo quel tragico 26 novembre, non ci sono altri anniversari da ricordare».
di Michele Andreucci