Il sindaco del Comune leghista in provincia di Bergamo , Giovanni Malanchini: "Non si deve interpretare questo come una limitazione alla libertà di culto, -, ma come la volontà di prevenire quei problemi legati alla sicurezza che spesso derivano da edifici di culto non tradizionali”
Bergamo, 21 febbraio 2012 - Divieto di costruire edifici religiosi in aree diverse da quella occupata dalla chiesa parrocchiale. Con questo escamotage, il Consiglio comunale di Spirano, Comune leghista in provincia di Bergamo, ha inserito nel piano di governo del territorio una norma che, di fatto, vieta la costruzione di moschee o altri luoghi di culto.
Il piano, infatti, individua un’area del territorio comunale adibita agli edifici di culto. Ma si tratta del luogo su cui sorge la chiesa. Quindi, niente moschee a Spirano, “a meno che”, precisa il sindaco, Giovanni Malanchini, “non si abbatta la chiesa”. “Non si deve interpretare questo come una limitazione alla libertà di culto - spiega -, ma come la volontà di prevenire quei problemi legati alla sicurezza che spesso derivano da edifici di culto non tradizionali”.
Nota per i cartelli stradali (italiano e dialetto bergamasco) e il ‘verde padano’ delle strisce pedonali, da ieri a Spirano sono anche in vigore una nuova raffica di divieti, pensati con lo scopo di “preservare i caratteri storici e di tradizione del vecchio nucleo del paese” e che colpiscono i phone center, transfer money, kebab e ristoranti. Provvedimenti, si specifica, che “non sono legati all’etnia del titolare bensi’ alle categorie merceologiche”.
Fonte Agi