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Yara, ricerche concetrate su dna Le indagini portano a Gorno

Non ha ancora un nome l'assassino della tredicenne

Nel piccolo Comune, circa 1.700 abitanti, dove sono state sottoposte al test decine di persone. Il sindaco:  piena disponibilità all’indagine anche per l’utilizzo degli archivi comunali
 

I genitori di Yara Gambirasio:
I genitori di Yara Gambirasio:

Bergamo, 18 febbraio 2012 - Arriverà dal Dna la chiave per risolvere l’omicidio di Yara Gambirasio. E' questa la convinzione maturata dal consulente Giorgio Portera, ex ufficiale del Ris, nominato dalla famiglia della 13enne uccisa e abbandonata in un campo di Chignolo d’Isola. Gli ultimi risvolti investigativi puntano su Gorno, paesino della bergamasca di circa 1.600 anime: nel mirino c'è un ragazzo di neanche 30 anni, estraneo al delitto, ma molti punti del suo profilo genetico coincidono con quello trovati sugli slip della vittima. Analogie che, se approfondite, possono portare dritto al killer.


La ricerca del Dna -spiega Portera- è una strada determinante, un percorso che porterà a un risultato, a patto di accompagnarlo con metodi investigativi”. La somiglianza di tutti i cromosomi, e non solo del cromosoma Y (quindi trasmesso per linea paterna), ha come conseguenza che un qualsiasi parente del giovane è l’assassino della giovane promessa della ginnastica ritmica. Una somiglianza genetica che si tramanda “per una o due generazioni”. Guai a parlare di un profilo genetico legato a un cognome: “non è corretto, anzi è scientificamente pericoloso”, precisa.

LA RICERCHE - Da tempo, ormai, le indagini degli inquirenti si stanno concentrando sull’analisi di migliaia di dna: si cerca il profilo genetico corrispondente a quello, attribuito all’omicida, trovato sugli slip della ragazzina. Finora però , nessuno degli oltre tredicimila dna prelevati tra la provincia di Bergamo e altre zone d’Italia, ha dato esito positivo.  Negli ultimi mesi sono stati trovati alcuni profili genetici con diversi punti di contatto con quello dell’assassino, che per settimane hanno indirizzato le ricerche degli inquirenti in alcune zone della provincia di Bergamo. Un prelievo di massa è stato effettuato tempo fa nella zona della Valle del Riso e in particolare nel piccolo comune di Gorno (Bergamo), circa 1.700 abitanti, dove sono state sottoposte al test decine di persone.


In quel caso, gli inquirenti sono partiti dal dna di un giovane bergamasco, frequentatore della discoteca di Chignolo d’Isola (Bergamo), vicino alla quale era stato ritrovato il corpo senza vita di Yara. Al momento, però , non c'è alcun riscontro positivo, né tantomeno è mai stato possibile attribuire una parentela tra il profilo genetico del ragazzo e quello dell’assassino. ‘’Non sono a conoscenza di quanti prelievi siano stati effettuati ai miei concittadini - dice il sindaco di Gorno, Valter Quistini - né abbiamo mai ricevuto alcuna informazione in merito dagli inquirenti. Posso dire che da tempo abbiamo dato piena disponibilita’ all’indagine anche per l’utilizzo degli archivi comunali, tra l’altro con un carico di lavoro importante per il nostro personale’’.

IL RAGAZZO DELLA DISCOTECA - La trasmissione televisiva ‘Quarto Grado’ di Retequattro, ha rivelato un particolare nelle indagini sull’omicidio della 13enne di Brembate Sopra: si tratterebbe di un cognome e un nome appartenenti a un ragazzo che, pur non essendo certamente l’assassino, ha fornito con il suo dna molti punti di contatto con quello trovato sul corpo delle ragazzina.  In base a quanto emerso nel corso della trasmissione, il dna del ragazzo, frequentatore della discoteca le Sabbie Mobili di Chignolo d’Isola, presenterebbe significative analogie con quello lasciato dall’assassino sul corpo della giovane ginnasta. Per la trasmissione, un parente del ragazzo potrebbe quindi essere l’assassino di Yara ed è questo il motivo per il quale gli inquirenti stanno prelevando campioni di dna a tutte le persone che hanno lo stesso cognome.Le ricerche dei parenti hanno portato a Gorno, dove il profilo biologicoè stato prelevato in massa. Secondo "Quarto Grado" ricostruire le parentele del ragazzo, infatti, potrebbe portare al responsabile dell’omicidio di Yara. Gli investigatori - sempre in base a quanto riporta Quarto Grado - si sono rivolti anche all’anagrafe del Comune e agli archivi parrocchiali per risalire al ceppo familiare su cui stringere le ricerche

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