La storia di Caterina Calvi, 50 anni, di Albino. Ha scoperto il luogo dove vive la donna, defunta da sette anni. Ma in quel paese ha scoperto anche di avere sei fratelli che, con il padre, l’hanno accolta con affetto
Bergamo, 3 febbraio 2012 - Per quindici anni ha cercato la madre che l’aveva abbandonata cinquant’anni fa e quando finalmente e’ riuscita a trovarla ha scoperto che era morta. Ha un finale dolceamaro la storia Caterina Calvi, 50 anni, di Albino, e la ricerca che le ha assorbito l’esistenza per un quindicennio. La madre l’aveva abbandonata all’allora brefotrofio di Bergamo e quattordici mesi dopo la bimba era stata prima affidata e poi adottata da una famiglia bergamasca.
Nel corso degli anni Caterina ha potuto seguire la sua passione per il canto, che l’ha portata a far parte del Coro della Rai e di quello della Scala. Una ventina d’anni fa è morta la madre adottiva e cinque anni dopo anche il padre. E a questo punto ha deciso di lanciarsi alla ricerca della madre naturale, cosa alla quale aveva sempre pensato ma che non aveva mai fatto per rispetto dei genitori adottivi. Prima si è rivolta a un’agenzia investigativa, raccogliendo qualche notizia. Poi ha continuato da sola, scontrandosi con il muro di anonimato che la legge garantisce a chi decide di rinunciare a un figlio.
Un anno fa è riuscita a trovare la propria cartella del brefotrofio, scoprendo le iniziali della madre, la sua età, il luogo di provenienza, e soprattutto il fatto che la donna, una volta sposatasi, si era presentata a cercare la figlia. Che ormai era però già stata data in adozione. Questo ha dato un maggiore impulso alle ricerche di Caterina, che infine, per caso, ha scoperto il nome del marito della madre e la sua residenza, un paesino del Sud. Al quale è sbarcata in quello che ha scoperto essere il settimo anniversario della morte della madre. Ma in quel paese ha scoperto anche di avere sei fratelli che, con il padre, l’hanno accolta con affetto, perché sapevano della sua esistenza. E hanno reso più dolce il finale della sua lunga ricerca.
Fonte Agi