Bergamo, 11 maggio 2010 - Fiamme alte alcuni metri che hanno rischiarato a giorno la Valle Gandino. Tanto fumo nero e acre che ha avvolto l'altopiano. Questa la situazione che si sono trovati davanti i vigili del fuoco, arrivati in forze con una decina di squadre, quando hanno raggiunto il magazzino della Radicifil, di Casnigo, in via Europa, che produce filati sintetici. Era da poco passata l'una e mezza di notte.

 

Da circa una manciata di minuti un pauroso incendio aveva completamente avvolto il capannone dell'azienda tessile, nel quale si trovavano stipate ben 500 tonnellate di filato nylon già lavorato (utilizzato per i tendaggi) e destinati all'export in alcuni paesi nordici. Un brutto colpo anche dal punto di vista economico, in quanto il tessile è stato sicuramente uno dei comparti industriali che ha maggiormente risentito della crisi. Ingenti i danni: secondo una prima stima approssimativa si aggirerebbero sui 3 milioni di euro. I danneggiamenti che comprendono la struttura e il magazzino di tre mila metri quadrati, reso inutilizzabile dal rogo e che perciò dovrà essere ricostruito ex novo.

 

A ciò occorre aggiungere il valore del prodotto, 500 tonnellate di filato disposto su bancali. L'incendio è partito da un angolo del capannone. Ad innescarlo probabilmente un corto circuito. Questa infatti sembra essere al momento l'ipotesi più plausibile, in attesa che i periti concludano gli accertamenti. I primi ad accorgersi di quello che stava accadendo sono stati alcuni operai del notturno (la produzione alla Radicifil e a ciclo continuo) che alla vista delle prime fiamme hanno provato a spegnerle utilizzando degli estintori.

 

Sembrava quasi domato, ma i focolai poco alla volta hanno ripreso senza più fermarsi. Scattato l'allarme, sul posto sono accorsi i vigili del fuoco partiti da Gazzaniga, Lovere, Bergamo, Clusone, i volontari della Protezione civile, la Vigilanza urbana e i tecnici dell'Arpa. Questo perchè nelle vicinanza si trova anche la Poliplast che lavora materie plastiche e la presenza di questa azienda ha fatto pensare a un rischio inquinamento, per fortuna scongiurato. Le fiamme che hanno illuminato la Valle Gandino erano visibili anche a distanza nei paesi vicini. Le operazioni di spegnimento sono proseguite ininterrottamente fino a mezzogiorno e a quel punto si è iniziato lo smassamento delle macerie.

 

La produzione dell'azienda è stata interrotta per un turno, quello che va dalle 2 alle 8, a causa della mancanza di elettricità. Poi è ripreso regolarmente senza nessuna ripercussione. Solo un piccolo reparto, denominato "stage- dye", dove lavorano 26 operai, dovrà restare fermo proprio per via dell'incendio. Questo comporterà inevitabilmente delle ripercussioni anche sul personale.