2009-07-03
BERGAMO
STORIE di ordinaria disoccupazione, mancati pagamenti, ammortizzatori sociali che, quando ci sono, non bastano a dar da mangiare ai figli e pagare il mutuo. Questa volta tocca ai lavoratori delledilizia (un settore che in Bergamasca conta 25mila addetti) raccontarsi in tempi di crisi. A presentarli ieri nella sede della Cgil, Angelo Chiari e Francesca Fratus, della segreteria provinciale Fillea Cgil. «Cè chi lavora in edilizia da trentanni e si ritrova senza stipendio da ben quattro mesi - raccontano i sindacalisti - Oppure chi, dopo venti anni, ha ricevuto i soldi della cassa integrazione solo per il primo mese, poi è rimasto senza retribuzione e, quando la Cassa finirà, sa già che sarà sospeso dal lavoro senza motivo. Sono casi non eccezionali ma ordinari, di lavoratori edili nella Bergamasca, un settore che tra laltro non conosce le indennità di mobilità come negli altri comparti, dove si utilizzano le ferie come ammortizzatore sociale e dove non sono infrequenti i mancati pagamenti a catena nei subappalti». Janos Chiari, ha 58 anni, un figlio, lavora da 10 anni per unimpresa edile di Boltiere: insieme ad altri tre colleghi, da marzo 2009 si trova in cassa integrazione ordinaria. Una volta fatto laccordo sindacale per lanticipo della cassa da parte dellimpresa, si sono visti corrispondere solo il primo mese. Da maggio sono senza retribuzione. Finita la Cassa, tutti sanno già che saranno sospesi dal lavoro senza motivo. «Ho dovuto chiedere aiuto al Comune per poter mangiare», ammette Janos «Non mi hanno bloccato il mutuo, le finanziare mi bussano alla porta ogni giorno, ho dovuto chiedere aiuto al sindaco e al parroco perché mi aiutassero a pagare le bollette e mi dessero i buoni pasto per il figlio», racconta Maurizio Arcilesi, 36 anni, con moglie e un figlio a carico. Condizioni difficili anche per Matteo Licausi, 40 anni, con due figli a carico e da 7 anni dipendente di una ditta edile di Boltiere. «Vogliamo lavorare non chiediamo assistenza», è lappello di Nicola Chiarello, 32 anni, anch egli edile, con moglie e figlio a carico. Italiani, ma anche stranieri, come il 56enne marocchino Ahmed Chnigar, che ha 5 familiari a carico, senza lavoro dal 2008 e in attesa di disoccupazione. O come Hocine Ben Mahmoud, 38enne, tunisino, due figli, da 4 mesi senza stipendio e costretto alle dimissioni per giusta causa e in attesa della indennità di disoccupazione. Giuseppe Purcaro