Limprenditrice Maria Grazia Pezzoli fu uccisa con oltre 30 coltellate
«Non voglio il rito abbreviato Dimostrerò di essere innocente»
VERTOVA
ALÌ NDIOGOU non chiederà di essere giudicato con il rito abbreviato, contrariamente a quanto era stato annunciato nelle scorse settimane, ed è pronto a dimost...
2009-07-02
VERTOVA
ALÌ NDIOGOU non chiederà di essere giudicato con il rito abbreviato, contrariamente a quanto era stato annunciato nelle scorse settimane, ed è pronto a dimostrare la sua innocenza in aula. Loperaio senegalese di 41 anni, accusato dellomicidio dellimprenditrice Maria Grazia Pezzoli, uccisa con oltre trenta coltellate nella sua abitazione di Vertova il 24 luglio del 2008, lo ha ribadito ieri mattina al giudice delludienza preliminare Vittorio Masia. «Sono innocente e voglio essere interrogato dal giudice poichè ritengo di avere elementi utili che mi scagionano».
IL GUP ha quindi rinviato ogni decisione fissando linterrogatorio dellextracomunitario per domani mattina alle 9. Successivamente dovrà decidere se prosciogliere o rinviare a giudizio tutti gli imputati. Oltre a Ndiogou, sono infatti indagati anche il marito della vittima, limprenditore Giuseppe Bernini, ex datore di lavoro del presunto colpevole, un immigrato amico di Alì, Aliuone Badara Silla, 39 anni, anchegli senegalese, entrambi accusati di favoreggiamento, e il comandante dei carabinieri di Fiorano al Serio, Ignazio Grinciari, che deve rispondere di falso ideologico e concorso in sottrazione di cose sottoposte a sequestro.
SECONDO IL PM Carmen Pugliese, Ndiogou avrebbe ucciso Maria Grazia Pezzoli dopo essersi visto rifiutare i 48 mila euro che reclamava dopo un licenziamento ritenuto ingiusto. Ad inchiodare lextracomunitario ci sono le tracce ematiche e il sudore trovati sul luogo del delitto e compatibili con il suo dna, alcune impronte e altro dna compatibile rilevato su un lembo di pantalone su cui cera anche il sangue della vittima.
I SUOI DIFENSORI, gli avvocati Giovanni Fedeli, Emanuela Sabbi e Maria Serranò, sostengono invece che Ndiogou ha un alibi e che, se fosse colpevole, nel mese intercorso fra il delitto e il suo arresto si sarebbe dileguato, senza sottoporsi alla prova del tampone salivare che lha poi incastrato. Giuseppe Bernini deve rispondere di favoreggiamento nei confronti di Ndiogou: per laccusa avrebbe taciuto i contenziosi legali con il suo ex operaio nel tentativo di non far emergere le presunte irregolarità nella gestione della sua ditta. In questo modo, sostiene il pm, avrebbe ostacolato le forze dellordine che per risalire allextracomunitario ci avevano messo un mese, con il rischio che il senegalese fuggisse. Di favoreggiamento è accusato anche Aliuone Badara Silla, che subito dopo lomicidio avrebbe ricevuto una telefonata dal presunto assassino. Il comandante dei carabinieri di Fiorano Ignazio Grinciari, stando alle contestazioni, alla vigilia dei funerali di Maria Grazia Pezzoli fece entrare nellabitazione dove avvenne lomicidio - sottoposta a sequestro - Bernini, che voleva recuperare un abito pulito per le esequie. Michele Andreucci