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Caso Salvi: il gip archivia la denuncia presentata contro il sindaco Bruni

NUOVA PUNTATA nell’inchiesta sulla morte di Luigi Salvi, il 66enne imprenditore bergamasco deceduto il 23 settembre 2005 durante il ricovero forzato nel reparto psichiatrico degli Ospedali Riuni...
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2009-02-25
NUOVA PUNTATA nell’inchiesta sulla morte di Luigi Salvi, il 66enne imprenditore bergamasco deceduto il 23 settembre 2005 durante il ricovero forzato nel reparto psichiatrico degli Ospedali Riuniti in trattamento sanitario obbligatorio, deciso perchè l’uomo aveva inveito contro la folla durante un comizio di Romano Prodi. Ieri il gip Gianni Petillo, accogliendo la richiesta del pm Anna Ponsero, ha archiviato la denuncia per omissioni di atti d’ufficio sporta dal figlio di Salvi contro il sindaco di Bergamo, Roberto Bruni (nella foto).
Secondo l’avvocato milanese Stefano Bonacina, legale della famiglia Salvi, il primo cittadino non avrebbe trasmesso entro 24 ore la decisione del Tso al giudice tutelare per la necessaria controfirma. Ma il gip ha ritenuto che il primo cittadino non abbia avuto nessun ruolo nella vicenda, in quanto il Tso era stato disposto dall’assessore comunale alle politiche sociali Elena Carnevali. Da anni, infatti, gli assessori ricevono dal sindaco una delega formale scritta che li autorizza a disporre autonomamente gli eventuali trattamenti sanitari obbligatori.
Il caso, però, non è chiuso. Nelle scorse settimane, infatti, la Procura generale di Brescia, proprio mentre il pm Ponsero stava per chiedere una nuova archiviazione (archiviato una prima volta, il procedimento era stato riaperto in seguito a un esposto dei familiari di Luigi Salvi), ha avocato a sè l’inchiesta, che vede tra gli indagati con l’accusa di omicidio colposo proprio l’assessore Carnevali e otto medici dei Riuniti. L’assessore di Palazzo Frizzoni respinge però le accuse: «Ho disposto il Tso solo dopo aver controllato la regolarità della procedura formale». M.A.









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