Il governatore Roberto Formigoni ha visitato la location del telefilm. Con questa produzione la serie tv torna in città dopo 26 anni. Gli strumenti utilizzati sono tutti reali, forniti anche dall'ospedale Niguarda
Milano, 7 agosto 2008 - Dalle due sale di chirurgia sino alla stanza di terapia intensiva: sembra di aggirarsi in un vero e proprio ospedale, con tanto di sale d’attesa per i pazienti. Invece si è sul set ricostruito (e battezzato azienda ospedaliera G.Morandini) negli studi Rai di via Mecenate, di 'Terapia d’urgenza', la fiction che dal 29 agosto andrà in onda in prima serata su Raidue. Talmente veritiero (grazie anche agli arredi in parte donati proprio da un vero ospedale, il Niguarda) che il presidente della Regione, Roberto Formigoni, visitando il set Rai non è riuscito a nascondere la sua soddisfazione nel veder "riprodotti gli ambienti ospedalieri in maniera molto realistica".
Ma non è solo questo: con 'Terapia d’urgenza' la fiction torna a Milano dopo 26 anni. L’ultima produzione di prestigio che la Rai ha interamente realizzato qui risale al 1° novembre 1981 con lo sceneggiato in quattro puntate de 'La Storia di Anna', diretto da Salvatore Nocita. Questa produzione interamente girata a Milano, come ha spiegato l’attuale direttore di RaiDue, Antonio Marano, non deluderà il pubbico "perché è dinamica e si avvicina molto ai modelli americani".
Ma, scherzando, il governatore che era accompagnato dal produttore della serie, ha giurato di non temere il confronto con il celebre 'E.R.'. "Siamo in Italia e siamo in Lombardia - ha spiegato - e proponiamo il modello lombardo di sanità. Credo che quello che vedranno gli spettatori sarà qualcosa che potrà sì richiamare altre esperienze, ma che avrà una sua originalità, una sua specificità. Darà al pubblico italiano l’idea dell’ottimo livello del nostro sistema sanitario. La Regione inoltre ha dato ben volentieri la sua collaborazione per le consulenze mediche, coinvolgendo anche alcune strutture ospedaliere del territorio, per ricreare il più verosimilmente possibile gli ambienti di un pronto soccorso all’avanguardia". Un legame forte con il Pirellone che è stato sottolineato con forza anche dal produttore della fiction, Alessandro Ippolito: "Essere in Lombardia è stato fondamentale, sia per l’assistenza e le consulenze concrete che abbiamo ricevuto attraverso l’amministrazione regionale, sia perché solo qui si possono trovare le apparecchiature mediche più all’avanguardia".
"Sul set si vedono solo strumenti rigorosamente veri e perfettamente funzionanti". 'Terapia d’urto' (18 puntate da 100 minuti l’una) rappresenta le vicende di quindici tra medici, paramedici e infermieri che diventano i protagonisti di altrettante storie private e professionali. Il tipico pronto soccorso lombardo finisce così sul teleschermo. Ritmi, protocolli, terapie ed "eccellenze della sanità lombarda" rivivranno dunque nei 29 ambienti, perfettamente ricostruiti, dove il racconto di delicati interventi che salvano numerose vite si intreccia alle vicende private del gruppo di medici e infermieri che, fuori dalla sala operatoria, hanno una vita da portare avanti fra amori e dolori.
Una fiction d’azione, il ritmo viene garantito dalla continua attività di medici e paramedici in corsia e dagli interventi esterni del 118. Tutti i personaggi sono sfaccettati e ricchi di sfumature, nel cast della fiction figurano, tra gli altri, Rodolfo Corsato, Antonella Fattori, Milena Miconi, la bella dottoressa reduce dai successi di 'Carabinieri' e 'Don Matteo', Sergio Muniz e Marco Basile. Il primario ha il volto di Cesare Bocci che si è distinto in altri successi tv come 'Montalbano': tutor degli specializzandi, medico "sicuro ed esigente", è anche un "uomo di grande umanità". Non resta che godersi lo spettacolo.