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LE GRANDI FIRME DELLO SPORT IN UN VOLUME

Storie di uomini nelle Olimpiadi dell'oro

Parata di campioni alla presentazione del libro de 'Il Giorno'. L'incredibile Edoardo Mangiarotti ricorda una sua vittoria vissuta da sportivo e da giornalista

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Edoardo Mangiarotti Milano, 24 luglio 2008 - Dalle stoccate dorate di Edoardo Mangiarotti alla maratona trionfale di Stefano Baldini ad Atene. Passando per la storica vittoria del pugile Giovanni Parisi a Seul. C’è davvero tutto ne 'I giorni dell’oro', la storia dei Giochi raccontata attraverso le grandi firme de 'Il Giorno'. Un quotidiano nato nel segno dello sport.

 

Fondato il 21 aprile 1956, pochi mesi prima dell’Olimpiade di Melbourne, fu il primo giornale a dedicare una pagina allo sport. Ieri il volume, curato dal vicedirettore Giulio Giuzzi e da Giulio Signori, una delle penne più pregiate del foglio milanese, è stato presentato a Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano. "Abbiamo pensato di fare questa storia delle Olimpiadi - ha esordito il direttore Giovanni Morandi - perché abbiamo la convinzione che ricordare il passato è indispensabile per guardare avanti". Un progetto nato per riassumere 48 anni di vicende a cinque cerchi e ben 13 edizioni dei Giochi.

 

"È iniziato tutto con una chiacchierata con il direttore - spiega Giulio Giuzzi -. E così abbiamo messo insieme reportage scritti da inviati come Gianni Brera e pezzi di cronisti non sportivi come Giorgio Bocca e Marco Nozza: tutti hanno saputo raccontare a modo loro l’atmosfera e le emozioni che si vivevano in quelle occasioni irripetibili". Occasioni rese indimenticabili soprattutto grazie a personaggi come Edoardo Mangiarotti, l’atleta più medagliato della storia dello sport italiano. Oggi ha 89 anni, ma si appresta a partecipare da spettatore alla sua diciassettesima Olimpiade. "Oltre a gareggiare, curavo la rubrica della scherma per la Gazzetta dello Sport - ricorda divertito l’eterno schermidore -. A Helsinki ’52, dopo la mia gara, sono tornato in sala stampa per scrivere l’articolo, come al solito. Mi hanno accolto a male parole per il ritardo e mi hanno chiesto: 'Ma insomma, chi ha preso l’oro?'. 'Eh, avrei vinto io' risposi". Chi ha scritto fiumi d’inchiostro sui Giochi è stato Giulio Signori, che ha seguito da inviato tante edizioni della kermesse olimpica: "Ogni sportivo ha un segreto dentro di sè, un mistero da svelare, e il compito del giornalista è quello di scoprirlo - ha esordito -. Scoprire perchè Coppi era il migliore in sella a una bicicletta o come faceva uno scricciolo come la Calligaris a dominare le piscine di tutto il mondo".

 

Scoprire quale forza sconosciuta spinse l’allora ventenne Giovanni Parisi sul gradino più alto del podio di Seul. "Mia madre era morta un mese prima - dice l’ex pugile - e forse questo è stato uno stimolo in più. Però, non posso dimenticare chi mi aveva già messo le valigie in mano, chiedendomi se avessi firmato per un bronzo. Ma io volevo andare fino in fondo e vinsi contro tutto e tutti". Sedici anni prima, Vittorio Orlandi conquistava un prezioso bronzo nell’equitazione (salto a squadre). Sono passati 36 anni ma il ricordo è indelebile: "Bisogna imparare molto dagli sportivi. Gente come Pistorius, che ha riscattato il suo handicap fisico dimostrando di poter correre più veloce di un normodotato".  A collegare queste splendide pagine del passato con il presente, ci ha pensato Pino Zoppini, presidente del Coni Lombardia: "La nostra regione potrà vantare 52 atleti alle Olimpiadi cinesi e 18 alle Paralimpiadi. Speriamo che non tornino a mani vuote". Così anche loro si garantiranno un posto nella prossima edizione de 'I giorni dell’oro'".

di Alberto Giorni e Nicola Palma










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