Entrambi ventenni. L'uomo aveva un conto corrente presso la filiale rapinata: è stato chiuso perché aveva solo 30 euro ed era stato scarsamente movimentato. Fondamentali gli indizi fornti da un carabiniere di quartiere
Milano, 7 luglio 2008 - Arrestati i due ventenni già finiti sulle pagine della cronaca con i soprannomi di 'Bonny e Clide' per la rapina alla Banca Popolare di Milano di via Bessarione 46 dello scorso 25 giugno. Gli arresti sono stati eseguiti stanotte dai carabinieri della compagnia di Monforte Vittoria per ordine del giudice per le indagini preliminari Andrea Pellegrino che ha firmato due ordinanze di custodia cautelare per rapina aggravata dall'uso del taglierino. A riconoscere i due, entrambi di 20 anni, come gli autori di quel colpo da 1.000 euro è stato un carabiniere di quartiere.
Quel giorno, poco prima della pausa pranzo, i due conviventi sarebbero entrati nell'istituto di credito con il volto parzialmente travisato da occhiali da sole e berretto. Armati di taglierino, lei ha preso in ostaggio un'impiegata e lui si è fatto consegnare i soldi.
I militari sono riusciti a individuarli tramite diversi particolari. Lui (che ha diversi precedenti per lesioni, porto abusivo di armi, ricettazione, minacce, ingiurie, rapina aggravata), è stato riconosciuto perché ha lasciato diverse impronte digitali sul bancone della banca quando ha tentato di saltarlo. La convivente, con cui ha una figlia di poco più di 3 anni ora affidata alla nonna, è stata invece riconosciuta dagli orecchini e da una collana che appaiono anche nella fotografia sulla carta di identità. Ha precedenti per danneggiamento e invasione di terreni e edifici perché aveva occupato abusivamente una casa Aler. L'uomo, inoltre, ha un cugino omonimo noto alle cronache per la rapina all'Hotel Corvetto.
I due arrestati, rei confessi, vivevano con la figlioletta nel vigentino, ma lui aveva un conto corrente presso la filiale rapinata che è stato chiuso perché aveva solo 30 euro ed era stato scarsamente movimentato.
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