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VARESE

Costringeva la moglie a prostituirsi
Lei tenta il suicidio, arrestato il marito

Obbligava la consorte a vendere il proprio corpo e quando lei ha avuto il coraggio di denunciarlo, i due cognati l'hanno minacciata per costringerla a ritrattare. La donna ha tentato di togliersi la vita

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VIOLENZA SULLE DONNE Milano, 23 giugno 2008 - Costringeva la moglie a prostituirsi e quando lei ha avuto il coraggio di denunciarlo, due fratelli dell'uomo l'hanno minacciata per costringerla a ritrattare.

 

La donna ha prima tentato il suicidio, puntandosi un punteruolo alla gola, poi ha trovato il coraggio di ribellarsi ancora. La donna, 44 anni, ha fatto così arrestare il marito, coetaneo, pregiudicato originario di Cagliari e dal quale si stava separando, e due fratelli dell'uomo.

 

Una vicenda che inizia alcuni mesi fa a Lavena Ponte Tresa, in provincia di Varese, quando la donna si allontana da casa. Una soluzione 'fatalè dato che l'uomo la costringe a prostituirsi, proprio in quella casa.
Era il marito ad occuparsi di tutto, dalle inserzioni sui giornali all'incontro con i clienti che pagavano dai 50 ai 100 euro. Soldi che finivano nella tasca dello sfruttatore.

 

Nel maggio scorso la donna ha denunciato ai carabinieri le minacce e gli abusi subiti permettendo di fare arrestare a metà giugno scorso, su ordinanza di custodia cautelare in carcere, il marito. Per lui l'accusa è di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Pochi giorni dopo l'arresto dell'uomo, però, la vittima tenta il suicidio. Un gesto scongiurato dall'arrivo dei carabinieri di Ponte Tresa e 'motivatò dalla paura per le minacce subite dai fratelli del coniuge.

 

In due diversi momenti e in modo separato i cognati della vittima, pregiudicati di 45 e 34 anni, l'hanno minacciata per costringerla a ritrattare le accuse. Entrambi hanno tentato di farsi aprire la porta dalla donna e avere un incontro 'chiarificatorè ma la donna li ha messi in fuga fingendo di chiamare i militari. Ieri sera i carabinieri hanno arrestato i due fratelli che dovranno rispondere, tra i vari reati, di minaccia aggravata, istigazione al suicidio e danneggiamento.










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