Tutto liscio fino alle dodici e trenta, quando nel giardino si materializzano 15 o 20 giovanotti sconosciuti a tutti, o quasi. Sotto gli occhi terrorizzati di tanti ragazzi hanno cominciato a sferrare calci e pugni a 360 gradi
Milano, 26 maggio 2008 - Li chiamano 'imbucati'. Gruppi di ragazzi che senza essere invitati si presentano alle festa altrui e bevono, mangiano e si divertono a sbafo. Nell’ipotesi migliore si limitano a 'far casino' senza oltrepassare il limite della legalità. A volte - troppo spesso - invece gli imbucati si lasciano andare ad atti di teppismo, vandalismo gratuito e se qualcuno osa mettersi in mezzo, picchiano e prima di andare via alleggeriscono i portafogli dei ragazzi presenti, o rapinano borse e cellulari.
Un fenomeno 'consacrato' (si fa per dire) dal quel libro-film di culto che è 'Tre metri sopra il cielo', diventato diffuso e tollerato con rassegnazione non cristiana, da tutti. Rassegnati ad assistere a violazioni di domicilio, incursioni vandaliche e ladresche.
Ieri sera in via Vittadini (dalle parti della Bocconi) si è replicata la solita festa con sorpresa. Che ha avuto un epilogo traumatico per quelle decine di ragazzi, 15enne e 18enni, che speravano solo di salutare con una festicciola la fine dell’anno scolastico: e invece pestaggi, rapine, danni, polizia e ambulanze. Un ragazzo di 15 anni ha rimediato alcuni pugni in faccia. Risultato: il labbro spaccato e qualche livido sparso.
È andata meglio ad altri due coetanei. Cinque altri invitati 'regolari' lamentano il furto di borse, cellulari e soldi in contanti. Colpa di quella ventina di 'sconosciuti' che si sono intrufolati nel giardino e quando sono stati scoperti e invitati a uscire hanno reagito alla maniera dei bulli di quartiere, menando le mani e razziando il razziabile. La festa era stata organizzata da due fratelli (le vittime sono tutte minorenni) di 15 e 17 anni e mezzo, Davide e Marco, entrambi liceali del Manzoni. La solita attesissima festa di fine anno, in Tcasa dei due fratelli che possono contare su un capiente giardino capace di contenere una cinquantina di giovani. Qualcuno si era anche autotassato per comprare roba da bere, qualche tartina e tranci di pizza.
Appuntamento alle 9 e tutti i liceali si sono presentati puntualissimi senza farsi attendere. Tutto liscio fino alle dodici e trenta quando nel giardino si materializzano 15 o 20 giovanotti. Sconosciuti a tutti (o quasi) visibilmente più maturi, anche fisicamente, degli imberbi quindicenni. Marcantoni tirati su a merendine e propoli che evidentemente non hanno gradito di essere stati subito invitati energicamente a uscire dai padroni di casa, cioè i due Davide e Marco. I genitori (entrambi professionisti) - come era accaduto altre volte - attendevano che il ciclone-festa passasse confidando che il bilancio dei danni fosse nei limiti della tollerabilità, erano al terzo piano della villetta e non si sono accorti di nulla fino all’arrivo della polizia.
Ma torniamo agli imbucati che non ne volevano proprio sentire di mollare il colpo e recitare la parte dei monelli scoperti con le dita nella marmellata e rimproverati. Anzi, hanno reagito sferrando pugni e calci a 360 gradi. Un’esplosione di violenza che si è consumata in una manciata di minuti. Sotto gli occhi terrorizzati di tanti ragazzi che hanno pensato bene di non alimentare una rissa da saloon e hanno invece avvertito il 113. Quando sono arrivate due pattuglie, gli estranei si erano già allontanati. Nella taverna il calcetto era stato scagliato contro il muro, si contavano suppellettili in frantumi oltre l’ammanco di almeno cinque fra giubbotti di marca e borse.
di Paolo Verri
La manifestazione, realizzata in collaborazione con la Ficts, fa parte di una serie di eventi collegati al tema dominante 'Giovani e Valori Olimpici'