Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
VERONICA LARIO SI CONFESSA

"Sono io la leghista della famiglia
Dico no al ponte sullo stretto"

Intervista a tutto tondo alla signora Berlusconi che ammette: ''Non ho mai fatto la first lady e continuero' a non farla. Il governo rinunci alle idee imprenditoriali, lasciamo riposare in un cassetto il progetto del ponte sullo stretto di Messina" Commenta
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Veronica Lario ROMA, 25 APRILE 2008 - La futura first lady ' si mette a nudo' e dalle pagine del quotidiano 'La Stampa' si confessa, parlando del suo ruolo al fianco del futuro presidente del Consiglio e analizzando a tutto tondo il significato dei risultati delle ultime elezioni politiche.

 

''Sono la componente leghista della famiglia. Ma, come e' ovvio, non ho votato Lega''. Veronica Lario, moglie di Silvio Berlusconi, ammette: ''non ho mai fatto la first lady e continuero' a non farla'' e riflette sul significato del voto: ''gli italiani chiedono il federalismo. Cominciamo da quello fiscale'' e ''lasciamo riposare in un cassetto il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina''. Basta di ''considerare con snobismo e con la puzza sotto il naso'' gli esponenti della Lega: ''Dobbiamo ammettere - afferma - che l'Italia non si riconosce piu' in un valore come l'unita' del Paese. Da un punto di vista ideale ci vorrebbe un governo tecnico, con un leader al di sopra degli schieramenti. Ma la realta' e' diversa. Dobbiamo ascoltare cio' che chiede la Lega e a mio marito spetta un compito da vero statista: da una parte traghettare le istanze leghiste in progetti concreti e dall'altra dialogare con il Pd per avviare le riforme''.


Preoccupata per le ''pesanti difficolta' economiche'' di un Paese ''stanco e sfiduciato anche dopo la vittoria di Berlusconi'', la moglie del premier 'in pectore' ritiene che si debba cominciare da quello che chiedono gli italiani: il federalismo fiscale innanzitutto, con ''interventi diversi a seconda delle Regioni''. ''Il governo rinunci alle idee imprenditoriali, lasciamo riposare in un cassetto il progetto del onte sullo stretto di Messina. Per i grandi progetti potra' giocare sulla politica estera, che anche in passato e' stata una carta vincente per tenere unita la maggioranza''.

 

Un giudizio, infine, anche su Veltroni che alla signora Lario ricorda Amleto: ''Poteva rimanere nel suo guscio, ma ha fatto il sogno di cambiare il suo schieramento. Non e' il killer della sinistra, ha capito che la situazione era gia' compromessa, senza Pd sarebbe andata ancora peggio. E' stato bravo, ma ora temo che possa restare vittima di un complotto per sostituirlo''.

 

LA FOTO DEL GIORNO

I paperoni del parlamento

I paperoni del Parlamento

Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti

LEGGI LA NOTIZIA

Mister Blues

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli