Catanzaro, 1 aprile 2008 - "il Gip di Catanzaro Tiziana Macrì ha archiviato la mia posizione nell'ambito dell'inchiesta 'Why Not' sul presupposto che non vi erano nemmeno gli elementi per iscrivermi nel registro degli indagati. Se così è, si tratta di un fatto gravissimo, fuori da ogni principio di legalità".
Clemente Mastella aggiunge che "ci troviamo pertanto di fronte a un vero e proprio attentato a libertà e prerogative costituzionalmente riconosciute; attentato rispetto al quale preliminarmente intendo investire il Capo dello Stato quale Presidente del CSM".
"Allo stesso tempo - annuncia il leader Udeur - ho dato mandato ai miei legali di valutare tutte le possibili azioni giudiziarie e amministrative a tutela della mia persona e per chiedere il risarcimento dei danni a chi ha lavorato, sul piano giudiziario, sul piano mediatico e su quello politico, per la mia eliminazione politica".
"Il danno arrecatomi - prosegue - è infatti irreparabile e i responsabili devono vergognarsi moralmente avendo costruito un vero e proprio linciaggio su di un fatto che non c'è mai stato e che loro sapevano che non c'era. Mi chiedo infine quanto danaro pubblico, quante trasmissioni sulla TV di Stato, quante paginate di giornale si sono consumate sulla base di una mia responsabilità che non esisteva. E si tenga conto - conclude - che vittima di questa campagna d'odio era il ministro della Giustizia nell'esercizio delle sue funzioni istituzionali".
L'ARCHIVIAZIONE
Non vi erano gli elementi per iscrivere Clemente Mastella nel registro degli indagati. Con questa motivazione, il gip di Catanzaro Tiziana Macrì ha archiviato, su richiesta della Procura generale, la posizione l'ex ministro della Giustizia a suo tempo iscritto nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Luigi De Magistris. L'inchiesta Why Not era stata tolta a De Magistris l'anno scorso dal Pg facente funzioni, Dolcino Favi, e assegnata ad un pool di magistrati.
Il Cavaliere nel 2006 ha dichiarato quasi cinque volte rispetto all'anno precedente: 139.245.570 euro. Seconda, a grande distanza, la Santanché, terzo Bertinotti