Milano, 28 febbraio 2008 - A Emerson non piace "parlare male degli arbitri", ma il centrocampista brasiliano si è concesso un'eccezione oggi per sottolineare, attraverso i microfoni di Milan Channel, come sera i rossoneri in occasione dell'1-1 colto a Catania nella venticinquesima giornata del campionato di Serie A, siano stati penalizzati dalla direzione di gara.
"Il gioco veniva fermato ogni due minuti per falli normali", ha detto oggi Emerson. "Si sono create così situazioni che hanno penalizzato la fase di costruzione. Una squadra come il Milan che ha la responsabilità di vincere per raggiungere determinati obiettivi, anche a causa di queste continue sospensioni, ieri sera non è riuscita a costruire le azioni. Ormai nel corso delle partite tutti i giocatori intuiscono già quando l'arbitro fermerà l'azione. A mio parere i direttori di gara devono avere criteri di giudizio un po' diversi".
Emerson si lamenta anche per una mentalità diversa da quella riscontrata all'estero. "Dove le squadre giocano in maniera differente, attaccano di più e cercano di vincere in ogni situazione mettendo sempre in difficoltà i propri avversari", ha detto il brasiliano del Milan. "In Italia, invece, è più difficile perchè si fa molta più tattica e su alcuni campi viene più difficile costruire il gioco. Il paragone tra l'Italia e gli altri paesi è difficile perchè è proprio la mentalità che è diversa". L'obiettivo rossonero resta il quarto posto, ora occupato dalla Fiorentina e lontano 2 punti. "Dobbiamo essere più forti, è un momento delicato, difficile, ma possiamo ancora raggiungere il nostro obiettivo", ha detto Emerson.
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